Covid-19, Iss: "Dati simili a febbraio, ma situazione epidemiologica diversa"

Covid-19, Iss:

"Rimane fondamentale - si legge ancora nel report dell'Istituto superiore di sanità - mantenere un'elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento della situazione epidemiologica e sull'importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l'igiene individuale, l'uso delle mascherine e il distanziamento fisico". Ha superato la soglia di guardia di 1 intorno al 16 agosto, e nel periodo dal 20 agosto al 2 settembre è arrivato a 1.14, probabilmente a causa riaperture del 4 e 18 maggio e del 3 giugno.

Analizzando i dati del monitoraggio ministeriale emerge inoltre come la maggior parte dei contagi sia avvenuta all'interno dei confini italiani, con soltanto il 15% dei casi che risulta essere stato importato da uno stato estero. Dieci Regioni/PPAA hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente. Nella FAQ, l'ISS risponde alla seguente domanda: "Perché l'Rt Nazionale non sempre cresce sopra 1 se i casi aumentano?" Allo stesso tempo però, l'elevato numero di casi, rivela che il virus circoli ancora e al pari del mese di febbraio. Focolai sono riportati nella quasi totalità delle province riflettendo una circolazione del virus su tutto il territorio italiano. Nonostante l'aumento dell'incidenza, spiegano gli esperti, la trasmissibilità dei casi non è infatti cresciuta molto: "Questo dato suggerisce che il grande lavoro svolto dai servizi territoriali ha per il momento contenuto la diffusione del virus sul nostro territorio". Nella settimana di monitoraggio il 37% dei nuovi casi diagnosticati in Italia è stato identificato tramite attività di screening, mentre il 31% nell'ambito di attività di contact tracing. I rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici (27%) o non e' riportata la ragione dell'accertamento diagnostico (5%). "A livello nazionale il tasso di occupazione in area medica è aumentato dall'1 al 2% mentre il tasso di occupazione in terapia intensiva dal 2% al 3%, con valori superiori al 5% per alcune regioni", si legge nella relazione.

In Italia numeri più bassi rispetto ad altri Paesi Ue.

Nel rapporto settimanale di Iss e ministero della Salute si ribadisce "la necessità di rispettare i provvedimenti quarantenari e le altre misure raccomandate dalla autorità sanitarie, sia per le persone che rientrano da Paesi per i quali è prevista la quarantena, e sia, a seguito di richiesta dell'autorità sanitaria, essendo stati individuati come contatti stretti di un caso". D'altro canto l'aumento delle capacità di offerta diagnostica deve essere accompagnato dal potenziamento dei servizi territoriali per la ricerca dei casi e la gestione dei contatti, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l'isolamento immediato dei casi secondari. La riduzione nei tempi tra l'inizio della contagiosità e l'isolamento resta un elemento fondamentale per il controllo della diffusione dell'infezione.