Costa: "Lo smart working ci ha semplificato la vita"

Costa:

Le grandi aziende stanno già ripensando le strutture organizzative.

Niente smart working per chi è positivo al Covid-19 ma non ha sintomi ed è in una parola: asintomatico.

Il lavoro agile è stato prorogato per i dipendenti della Pubblica Amministrazione fino al 31 dicembre 2020 mentre con il decreto Agosto si conosceranno anche i termini relativi alla proroga per i dipendenti privati. "Lo smart working aumenta drammaticamente i rischi di sicurezza digitale perché la superficie attaccabile aumenta in modo spaventoso - aveva detto - Parliamo di connessioni a distanza delle nostre persone e tutte queste connessioni sono potenziali aree di attacco".

La prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all'interno di locali aziendali e in parte all'esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

Se finora il lavoro agile nella PA è stato svolto soprattutto da remoto, da ora in avanti lo Smart Working sarà meno massivo e con differenze determinate anche dai dirigenti, cui faranno capo l'organizzazione e l'individuazione delle attività che si potranno svolgere in modalità agile. "È necessario meglio strutturare e regolamentare lo smart working che non può essere comunque l'unica modalità di svolgimento dell'attività lavorativa" ha spiegato Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi.

Terminato lo Stato di emergenza, infatti, lo smart working tornerà ad essere disciplinato dalla normativa sul lavoro agile che sancisce l'obbligatorietà di un accordo individuale tra datore e lavoratore e di comunicazioni ad hoc al Ministero del Lavoro.

Il Governo ha stabilito la proroga dello smart working per Covid fino al 15 ottobre 2020 per i lavoratori privati.

"Lo smart working è una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati". Ai dipendenti privati con ridotta capacità lavorativa è stata riconosciuta invece la priorità nell'accoglimento delle richieste.

Se le attività dei centri storici stanno pagando il prezzo più alto ritornano invece a fiorire i piccoli negozi di quartiere, visto che lavorando da casa non ci si allontana dalla propria abitazione, a svantaggio dei centri commerciali. Lo rende noto Maurizio Del Conte, docente di Diritto del lavoro presso la Bocconi e presidente di Afol metropolitana (Agenzia per la formazione e il lavoro, ndr), dalle pagine del Giorno, secondo il quale lo smart working potrebbe interessare un range compreso tra il 25 e il 30% dei lavoratori.

Sono in molti a chiedersi se lo smart working sarà il futuro, lo sperano ardentemente i pendolari ma anche gli ambientalisti per via del minore inquinamento derivante dal mancato spostamento casa-lavoro, lavoro-casa.