Coronavirus, la ricerca italiana sulla letalità cambia tutto: "Perché muoiono più pazienti"

Per il terzo giorno consecutivo i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid sono aumentati: sono in tutto oggi 86, rispetto ai 79 di ieri. Due semplici esami identificano questa condizione la cui diagnosi precoce, assieme al supporto del massimo delle cure possibili in terapia intensiva, può portare un calo della mortalità fino al 50%. Quando il virus danneggia entrambe le componenti, infatti, muore quasi il 60 per cento dei pazienti. Quando il virus danneggia o gli alveoli o i capillari a morire è poco più del 20% dei pazienti. Lo studio è stato condotto su 301 pazienti di Policlinico di Sant'Orsola di Bologna, Policlinico di Modena, Ospedale Maggiore, il Niguarda e l'Istituto Clinico Humanitas di Milano, l'Ospedale San Gerardo di Monza e il Policlinico Gemelli di Roma.

Coronavirus, arrivati i dati aggiornati a domenica: salgono per il terzo giorno consecutivo le terapie intensive, aumentano i ricoveri e crescono le persone in isolamento ma, e questa viene vista come notizia positiva, l'aumento quotidiano è leggermente meno alto degli ultimi giorni (anche per il minor numero di tamponi).

Di "un altro esempio dell'eccellenza della sanità pubblica dell'Emilia-Romagna e della qualità professionale di chi vi lavora", hanno parlato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e l'assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini.