Coronavirus: Gimbe, Sardegna 1/a per casi ultima settimana

Coronavirus: Gimbe, Sardegna 1/a per casi ultima settimana

Sono i nuovi dati dello studio indipendente della Fondazione Gimbe.

Nella settimana tra il 26 agosto e l'1 settembre in Sardegna i nuovi casi di positività al Covid-19 per 100mila abitanti sono stati 23,42, il numero più alto in Italia. Aumentano anche i pazienti ricoverati con sintomi (1.380 vs 1.058) e quelli in terapia intensiva (107 vs 66).

L'aumento progressivo dei focolai provoca una crescita esponenziale dei nuovi casi, prevalentemente autoctoni, in parte da rientro di vacanzieri e, in misura nettamente minore, di importazione da stranieri. "Infatti, da 1.408 nuovi casi riportati nella settimana 15-21 luglio siamo passati a 9.015 nuovi casi di quella 26 agosto-1 settembre, con un incremento del rapporto positivi/casi testati che e' schizzato dallo 0,8% al 2,3%", si legge nel report della fondazione.

"L'aumento dei ricoveri in rianimazione si registra in media 2 o 3 settimane dopo quello dei contagi - spiega alla "Stampa" Antonino Giarratano, vicepresidente della società di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, è quasi certo dunque che la curva continuerà a crescere da qui alla fine del mese senza che questo scateni un panico ingiustificato".

Sui nuovi casi si confermano le ampie variabilità territorali: 3 regioni fanno registrare una esigua riduzione (-111); nelle rimanenti si attesta un aumento complessivo di 2.588 nuovi casi, con un range che varia dai 700 della Lombardia ai 2 del Molise.

Secondo la Fondazione Gimbe, salgono a 26.754 i casi attualmente positivi, la metà dei quali tra Lombardia (26,5%), Lazio (12,3%) ed Emilia Romagba (11,4%). Da tenere d'occhio anche Trento (91), Puglia (78), Piemonte (75) e Sicilia (54). I restanti 27.290 positivi sono in isolamento domiciliare.

"Davanti a questi numeri in preoccupante e indiscutibile ascesa - dice Cartabellotta - non possono essere più tollerati comportamenti individuali irresponsabili, esempi scellerati di cattivi maestri, né tantomeno correnti antiscientiste e manifestazioni di piazza che, sotto il falso scudo della libertà, mettono a repentaglio la salute della popolazione". "Alle autorità sanitarie il compito di potenziare ulteriormente l'attività di testing, sorveglianza e comunicazione pubblica, oltre che accelerare la messa a punto di un piano adeguato per gestire la difficile convivenza tra coronavirus e influenza stagionale", conclude il report.