Beirut, ad un mese dall’esplosione rilevati battiti cardiaci sotto le macerie

Beirut, ad un mese dall’esplosione rilevati battiti cardiaci sotto le macerie

A trenta giorni dalla terribile esplosione al porto che ha devastato Beirut uccidendo 190 persone, un flebile segno di vita emerso dalle macerie dei palazzi sta ridando speranza ai tanti soccorritori impegnati a salvare vite umane che non si sono mai arresi.

"Le squadre di soccorso hanno avvertito un movimento sotto le macerie nell'area di Mar Mikhael e hanno chiesto alle persone di rimanere in silenzio per determinare la fonte del movimento", riferisce l'Agenzia di stampa nazionale. Ma neanche questo è bastato a pacificare i manifestanti, che per diversi giorni hanno dato vita a scontri anche violenti con la polizia. I soccorritori hanno raggiunto il luogo dove, effettivamente, avrebbero trovato riscontri che fanno sperare. Per poi riprendere alcune ore dopo: i soccorritori hanno spiegato alla Cnn che una squadra di soccoro francese aveva già esaminato, insieme ad alcuni volontari della protezione civile libanese, quelle macerie due giorni dopo l'esplosione senza però trovare niente. Qui sono scattate ricerche serrate dopo che la termografia avrebbe individuato due corpi, uno più grande ed un più piccolo rannicchiato vicino al primo.

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Sarebbe stato, inoltre, registrato un piccolo battito cardiaco tramite un dispositivo di ascolto. Le squadre di soccorso da ieri sera hanno iniziato a scavare sul posto rimuovendo i detriti ma con molta cautela facendo attenzione a un ulteriore crollo che potrebbe spegnere le già flebili speranze di poter raggiungere il possibile sopravvissuto.