Becciu e le dimissioni: ecco perché in Vaticano la tregua è finita

Becciu e le dimissioni: ecco perché in Vaticano la tregua è finita

Turbato. Un colpo per me, per quanti mi conoscono e mi stimano e per la mia famiglia. Dimostrando al mondo che anche gli uomini di chiesa, con umiltà ed obbedienza, anche di fronte a gravi accuse devono essere a disposizione della legge. Non ho mai rubato un solo euro e posso provarlo: "lo farò se mi sarà data l'opportunità di difendermi", conclude Becciu. "Sono pronto a gridare la verità". Nonostante questo per Bechis il "gesto compiuto non può essere stato di impulso per rabbia, amarezza o delusione personale, né inconsapevole delle conseguenze che avrebbe avuto". Quei 100mila euro, è vero, li ho destinati alla Caritas. "E' nella discrezione del Sostituto - chiarisce - destinare delle somme che sono in un fondo particolare destinato alla Caritas".

"In 7-8 anni non avevo mai fatto un'opera di sostegno per la Sardegna - ha quindi aggiunto -. So che nella mia diocesi c'è un'emergenza soprattutto per la disoccupazione, ho voluto destinare quei 100mila euro alla Caritas", "quei soldi sono ancora lì, non so perché sono accusato di peculato". L'ex numero due della Segreteria di Stato vaticana ha spiegato le sue ragioni ai giornalisti sulla vicenda, svelata dall'Espresso, dei settecentomila euro destinati alla carità del Papa che sarebbero finiti in operazioni che avrebbero avvantaggiato i fratelli.

Ieri sera, giovedì 24 settembre, la Sala stampa della Santa Sede ha emesso un comunicato stampa nel quale comunicava che il Papa aveva accettato la rinuncia dalla carica di Prefetto della Congregazione della cause dei Santi del cardinale Giovanni Angelo Becciu. "E' un po' strana la cosa, in altri momenti mi ero trovato per parlare di altre cose, non di me, mi sento un pò stralunato". Ieri fino alle sei mi sentivo amico del Papa, fedele esecutore del Papa. Il cardinale, infatti, ha dichiarato di aver detto al Santo Padre: "Se non ha più fiducia in me, io rimetto il mio mandato, mi dimetto da Prefetto". Gli ho promesso la mia fedeltà, anzi da vescovo ho promesso di dare la vita per la Chiesa e per il Papa. Frase standard, inappellabile: "Lei non ha più la mia fiducia", sebbene pronunciata con una punta di sofferenza. "Spero che prima o poi il Santo Padre si renda conto che c'è stato un forte equivoco", "spero non sia stato manipolato ". Ma a incrinare l'immagine vagamente bucolica è una garitta di vetro e alluminio, dove una sentinella si alterna ad altre guardie ventiquattr'ore su ventiquattro: c'è il timore che qualcuno si introduca di nascosto nel villino.

Becciu ha definito "surreali" le accuse contro di lui. I soldi alla Caritas, invece, "arrivarono dall'Obolo ma - precisa il porporato - era un fine caritativo".

In merito interviene anche il vescovo di Ozieri, mons.

A nome della famiglia Becciu interviene l'avvocato Ivano Iai, affermando che "le notizie riportate dai predetti organi di comunicazione sono destituite di fondamento e malevolmente false, in particolare per i riferimenti, fantasiosi e indimostrabili, a presunte erogazioni provenienti dall'Obolo di San Pietro e dirette a membri della Famiglia del Cardinale, ovvero a enti privati riconducibili a taluni di essi".