Baby sitter italiana uccisa in Svizzera, salvi tre bimbi

Baby sitter italiana uccisa in Svizzera, salvi tre bimbi

La vittima è stata massacrata mentre proteggeva la bambina di cui doveva prendersi cura. Secondo alcune voci che circolano in Svizzera, il ragazzo avrebbe vissuto per alcuni anni nella casa accanto a quella dell'aggressione senza contatti però con la vittima.

Il Comune di Cotronei e la famiglia di Teresa - che lascia un marito e tre figli - hanno congiuntamente indicato come loro legale nella vicenda l'avvocato Francesco Verri, noto penalista e senior partner fra l'altro del legal network Grants che opera in tutta Italia e in Europa e si occupa anche di giustizia internazionale.

A riferirne inizialmente era stato tagblatt.ch, sito web del quotidiano locale.

Anche noi ci uniamo alla preghiera per questa donna così coraggiosa, che ha difeso dei bambini dalle mani di uno squilibrato senza scrupoli. Il 22enne ha poi cominciato a picchiare al capo la malcapitata, la cittadina italiana, con una padella trovata in casa.

La polizia è intervenuta, allertata probabilmente dai vicini, e per fermare l'aggressore che continuava ad accanirsi sulla 46enne veronese ha dovuto sparargli. A quel punto i poliziotti avrebbero aperto il fuoco esplodendo diversi colpi nei confronti dell'aggressore.

L'uomo, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", un cittadino svizzero, è deceduto sulla scena del crimine, mentre la donna è spirata in ospedale, dove era stata trasportata a causa delle ferite alla testa: troppo grave il trauma cranico con lesioni cerebrali riportato durante il violento pestaggio.

Le circostanze del brutale crimine così come il movente restano oggetto d'indagine, ha affermato la Polizia.

Una tragedia che ha dell'incredibile.