Vaticano boccia formula "comunitaria" alternativa di battesimo

Vaticano boccia formula

In ogni ministro del Battesimo deve essere quindi radicata non solo la consapevolezza di dover agire nella comunione ecclesiale, ma anche la stessa convinzione che sant'Agostino attribuisce al Precursore, il quale 'apprese che ci sarebbe stata in Cristo una proprietà tale per cui, malgrado la moltitudine dei ministri, santi o peccatori, che avrebbero battezzato, la santità del Battesimo non era da attribuirsi se non a colui sopra il quale discese la colomba, e del quale fu detto: 'È lui quello che battezza nello Spirito Santo'. Il Vaticano boccia, con una nota della congregazione per la Dottrina della fede, una formula alternativa di battesimo utilizzata in alcune parrocchie per sottolineare, erroneamente secondo la congregazione per la Dottrina della fede, "il valore comunitario del Battesimo".

"Riaffiora qui, con discutibili motivazioni di ordine pastorale, un'antica tentazione di sostituire la formula consegnata dalla Tradizione con altri testi giudicati più idonei", scrive la congregazione vaticana responsabile del'ortodossia cattolica.

"Ci uniamo tutti - conclude la nota - all'invito di Papa Francesco, espresso durante l'Udienza generale del 5 agosto scorso, appena venuto a conoscenza dei fatti: "Preghiamo per le vittime e per i loro familiari; e preghiamo per il Libano, perché, con l'impegno di tutte le sue componenti sociali, politiche e religiose, possa affrontare questo momento così tragico e doloroso e, con l'aiuto della comunità internazionale, superare la grave crisi che sta attraversando". Per l'ex Sant'uffizio è chiaro: si tratta di una 'deriva soggettivistica e una volontà manipolatrice'.

"L'affermazione della Costituzione sulla sacra liturgia Sacrosanctum Concilium, ispirata a un testo di sant'Agostino, vuole ricondurre la celebrazione sacramentale alla presenza di Cristo, non solo nel senso che egli vi trasfonde la sua virtus per donarle efficacia, ma soprattutto per indicare che il Signore è il protagonista dell'evento che si celebra". "I due Concili si trovano quindi in complementare sintonia nel dichiarare l'assoluta indisponibilità del settenario sacramentale all'azione della Chiesa". "Quando il ministro dice 'Io ti battezzo...' non parla come un funzionario che svolge un ruolo affidatogli, ma opera ministerialmente come segno-presenza di Cristo". L'"io", che il sacerdote deve pronunciare, ha un valore dottrinale ben preciso: "segno-presenza dell'azione stessa di Cristo".