Tv: scorta a Massimo Giletti da fine luglio

Tv: scorta a Massimo Giletti da fine luglio

E' davvero una vicenda drammatica quella che purtroppo vede coinvolto in questi giorni Massimo Giletti: il famosissimo conduttore televisivo ex Rai oggi a La7 con il suo "Non è l'Arena" purtroppo è finito sotto scorta da circa due settimane.

Massimo Giletti, che conduce l'Arena su La7 la domenica sera è sempre stato l'artefice di inchieste scomode e ha sempre dichiarato di voler fare nomi e cognomi dei soggetti implicati nelle varie inchieste, di non aver paura e che le minacce non lo avrebbero mai fermato.

Massimo Giletti dopo che gli è stata comunicata come indispensabile la misura della scorta ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in occasione di un'intervista rilasciata al Corriere della Sera: "Sono molto dispiaciuto e non posso dire molto".

Graviano, condannato per le stragi di mafia del 1992 e 1993 dove, tra gli altri, persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, in una intercettazione ambientale effettuata dagli uomini del Gruppo Operativo Mobile della polizia penitenziaria, aveva sentenziato con durezza: "Il ministro fa il lavoro suo e loro rompono il cazzo".

Nella puntata del 10 maggio di Non è l'Arena, Massimo Giletti aveva dedicato una puntata al provvedimento che aveva rimandato a casa più di 300 boss mafiori per l'emergenza coronavirus. È obbligatorio, non posso sottrarmi.

Al conduttore era arrivata la solidarietà del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

Giletti, tuttavia, non ha evitato la polemica: "Solo noto che questo provvedimento della scorta arriva dopo che un quotidiano nazionale ha riportato le parole del libro di Lirio Abate". Dopo le minacce ricevute da un boss mafioso, il Viminale ha infatti deciso di assegnare il servizio di tutela al giornalista. "Perché hanno preso questo provvedimento solo dopo che la notizia è stata pubblicata da un giornale?".