Pensioni: perché Quota 100 non piace più

Pensioni: perché Quota 100 non piace più

I motivi sono presto detti: i lavoratori non vanno in pensione prima a causa di una riduzione dell'assegno finale che può arrivare a sfiorare il 15%.

Ma torniamo al punto: perché il cavallo non si abbevera nelle acque generose di quota 100? Infatti, in un contesto caratterizzato da bassa crescita prospettica e da un mercato del lavoro che sembra non abbia ancora assorbito completamente gli effetti del rallentamento degli ultimi due anni, i nuovi pensionati con Quota 100 sono stati verosimilmente sostituiti solo parzialmente con nuovi occupati.

In sostanza, l'uscita anticipata ha finito per attrarre principalmente coloro che - per anzianità contributiva - avevano la minima distanza dalla soglia prevista per l'uscita anticipata (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 e 10 mesi per le donne): circa la metà dei lavoratori uomini è andata in pensione con almeno 41 anni di anzianità; le donne con almeno 40 anni di anzianità risultano il 53 per cento del totale, oltre il 30 per cento ha almeno 41 anni di anzianità.

La figura del caregiver, centrale in questa petizione che sta raccogliendo firme su firme e leggibile su change.org, è definita come la persona che assiste e si prende cura del coniuge, di una delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto.

È il minimo assoluto di richieste da quando fu introdotto l'istituto che consente l'uscita dal lavoro con 62 anni di età e 38 di contributi. Si aumenterebbe la richiesta di contributi, con 3 anni in più rispetto a Quota 100, ma con la possibilità di andare anche prima dei 62 anni di età in pensione anticipata. Esistono in proposito due possibilità pensionistiche: l'opzione donna e il vitalizio anticipato previsto dalla legge Fornero. Sarebbe più opportuno aspettare 2 anni e 10 mesi di contributi maturati ed accedere alla pensione anticipata, che non prevede alcun tipo di penalizzazione. In particolare, si starebbe pensando di estendere il beneficio della quattordicesima alle pensioni fino a 1.500 euro mensili.

Pensioni: in attesa che Poste Italiane faccia chiarezza sulla data del pagamento (che anche questo mese dovrebbe essere anticipata), vediamo come potrebbe essere il cedolino di settembre.

Aumenti e tagli nel cedolino di settembre: per chi?

Cosa ne sarà poi dell'Ape social e dell'Opzione Donna? Saranno prorogate anche per il 2021 dalla Legge di Bilancio?

Ancora molte le incognite sulle pensioni per il prossimo anno, ma di sicuro c'è che gli assegni saranno sicuramente più leggeri per coloro che andranno in pensione nel 2021. Il Sole-24Ore segnala anche un calo di quelle uscite ultra-anticipate ma costose per le lavoratrici che prevedono grosse riduzioni sull'assegno pensionistico, tramite il calcolo interamente contributivo per l'intero montante. "Il Governo deve sterilizzare subito gli effetti negativi che la caduta del PIL ha sulle Pensioni future".

Pensioni ultime notizie: con l'emergenza sanitaria in atto e le conseguenze economiche che si concretizzeranno soprattutto a partire dai prossimi mesi, molti lavoratori avanti con l'esperienza si stanno chiedendo se sia meglio uscire ora con Quota 100, a patto di aver maturato i requisiti ovviamente, oppure attendere ancora un po' la pensione di vecchiaia, con l'auspicio di un assegno certamente più alto. "Questo è un primo modo concreto di aiutare i pensionati presenti e futuri".