Morto Cesare Romiti, braccio destro di Agnelli

Morto Cesare Romiti, braccio destro di Agnelli

Venticinque anni in Fiat, dove ha vissuto tappe storiche come la marcia dei quarantamila.

Cesare Romiti morto, addio allo storico manager Fiat.

Romiti era nato a Roma il 24 giugno del 1923.

Nel '73 e' all'Italstat. Dal 1974 è in Fiat: vive gli anni del forte potere sindacale, delle fabbriche ingovernabili, del terrorismo. Nel 1976 "il manager di ferro" diventa amministratore delegato per la parte finanziaria in un non facile triumvirato con Umberto Agnelli e Carlo De Benedetti, che però presto si dimette. Il suo nome è legato indissolubilmente alla Fiat di cui è stato amministratore delegato e presidente. Nel 1987 è il secondo gruppo italiano dopo l'Iri. Si va allo scontro frontale ma, dopo un blocco di 35 giorni dello stabilimento di Mirafiori, il 14 ottobre 40.000 quadri e impiegati Fiat sfilano a Torino: chiedono di tornare a lavorare, protestando contro i picchetti che impediscono di entrare in fabbrica. Dal 2004 è stato anche il presidente della Fondazione Italia-Cina, che raduna decine di personalità imprenditoriali e aziende interessate al mercato cinese.

Due caratteri diversi, l'approccio morbido di Umberto Agnelli, spesso in contrasto con il "pugno di ferro" di Romiti. Gli anni Ottanta rappresentano un periodo d'oro per Fiat, con una redditività da incorniciare che culmina con l'acquisto dell'Alfa Romeo dall'Iri guidata da Romano Prodi. Una condanna per falso in bilancio, poi revocata nel 2003 quando non era più reato, porta a Romiti la solidarietà pressoché unanime del mondo imprenditoriale italiano. Romiti e il direttore del personale di allora - sottolinea Minoli - hanno avuto il coraggio di incarnare quel popolo e di dargli voce ed è lì che si è rovesciato il rapporto col sindacato così come con Berlinguer. Braccio destro di Gianni Agnelli, lo aveva succeduto nel ruolo di Presidente della sua azienda. L'uscita da Gemina nel 2007.