Libano, esplosione nella capitale Beirut: ignote per ora le cause

Libano, esplosione nella capitale Beirut: ignote per ora le cause

"Cio' che e' successo a Beirut ricorda Hiroshima e Nagasaki, nulla di simile era mai accaduto in passato in Libano", le parole del governatore della capitale libanese, Marwan Abboud, raccontano bene la situazione, dopo l'esplosione di oggi a Beirut, nella zona del porto, dove ci sarebbero secondo la tivù locale "centinaia di feriti". "La gente per strada è nel panico e ci sono vetri ovunque". Come mostrano alcune immagini televisive una densa colonna di fumo si alza dalla zona del porto della capitale libanese.

È di almeno dieci morti il primo bilancio delle esplosioni a Beirut. Lo hanno riferito i media locali, citando testimoni. Anche il ministro della Salute parla di diverse persone coinvolte. Il ministro della Salute, Hamad Hassan, ha predisposto l'accoglienza di tutti i feriti negli ospedali a spese del dicastero. Altre fonti riferiscono dell'esplosione di un magazzino di petrardi. Una delle ipotesi che sta circolando è quella di una possibile connessione con il verdetto che il Tribunale speciale dell'Onu dovrà emettere sull'assassinio dell'ex premier Rafik Hariri.

Lo dice su Twitter anche la corrispondente del quotidiano emiratino The National, Joyce Karam. Tra questi, anche il quartier generale dell'ex premier libanese Saad Hariri e l'ufficio di corrispondenza della Cnn.

Danni ingenti per diversi chilometri, la causa parrebbe essere lo scoppio di un deposito di fuochi d'artificioAncora in corso la conta delle vittime, si teme che il numero possa essere elevato.

I quattro imputati, in contumacia, sono membri delle milizie sciite filo iraniane di Hezbollah, che hanno sempre negato di avere avuto un ruolo nella morte dell'ex premier.

La Croce Rossa libanese ha riferito che vi sarebbero molti feriti, alcuni dei quali sepolti sotto le macerie. Secondo quanto dichiarato dall'emittente "Lbci", Saad Hariri, leader di Al Mustaqbal ed ex capo del governo, "sta bene".