Il ministro Di Maio: "Non vanno fermati gli sbarchi ma le partenze"

Il ministro Di Maio:

Si potrebbe pensare che la somma stanziata non è ingente, ma la Tunisia in questo momento è colpita da una gravissima crisi economica e politica, che può essere vista anche come una causa della fuga dei suoi cittadini verso le coste italiane: secondo i dati del Viminale, aggiornati al 26 luglio, sono 4.354 i tunisini sbarcati in Italia dall'inizio dell'anno.

"Non dobbiamo lasciare da sola l'Italia nell'affrontare questa situazione", ha dichiarato Maas ammettendo che è stato fatto questo errore in passato "e non possiamo tollerare che venga ripetuto".

"Si, ci siamo riuniti in questi giorni anche insieme al ministro Guerini".

Di Maio ha confermato il confronto con la ministra Lamorgese evidenziando come il problema principale sia quello legato alle partenze. La Farnesina, sempre dietro indicazione del ministro Di Maio, ha ricordato all'ambasciatore tunisino che la Tunisia è nella lista dei Paesi cosiddetti sicuri e ha invitato la controparte ad adottare ogni misura necessaria a contrastare le partenze illegali dal territorio tunisino, incluso tramite l'attivazione di attività di più stretta vigilanza costiera nell'area di Sfax, che risulta quella maggiormente interessata, e ad accelerare i voli di rimpatri. Questo è il nodo che stiamo affrontando già a livello governativo.

"Sì, l'Ue deve rispondere e ho accolto con soddisfazione l'appello di ieri da parte della Commissione, che dopo i nostri avvisi si è detta pronta a collaborare". Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio inquadra così, in una intervista al Corriere della Sera, la situazione dei flussi migratori nel Mediterraneo, chiedendo che ci sia un approccio non ideologico al tema, ma "pragmatico e concreto". "Chiediamo a Bruxelles un ruolo proattivo tanto in termini di riammissione che di riduzione delle partenze irregolari e in questa cornice vogliamo coinvolgere anche i Commissari UE competenti come gli Affari Interni Ylva Johansson, che si è già detta a disposizione, e il Commissario per l'Allargamento e il Vicinato Varhelyi".

La richiesta l'ha avanzata nel corso della riunione del Comitato congiunto per la cooperazione allo sviluppo, affermando che si è in "attesa di un piano integrato più ampio proposto dalla viceministra del Re e di un risvolto nella collaborazione che abbiamo chiesto alle autorità tunisine in materia migratoria".