E' morto Cesare Romiti, storico presidente e ad della Fiat

E' morto Cesare Romiti, storico presidente e ad della Fiat

Già a partire dagli anni '70, ha fatto la storia dell'imprenditoria italiana, arrivando a scalare i piani alti di Fiat al fianco di Gianni Agnelli. Poco dopo, entra a far parte anche di Impregilo, società di ingegneria e costruzioni di cui rimane presidente fino al 2006. Sempre a Romiti si deve l'acquisizione dell'Alfa Romeo nel 1988 dall'Iri capitanato da Romano Prodi; inoltre, nel 1990 le sue ampie visioni avevano quasi portato ad un'espansione che avrebbe coinvolto anche la Chrysler, ma lo scetticismo degli azionisti bloccò l'operazione. Sono anni difficili per l'economia italiana, taglieggiata dall'inflazione e da un contesto sociale complesso. E affronta il tema nodale dei costi annunciando il licenziamento di 14 mila dipendenti.

Sotto la sua guida il marchio torinese si espande sia a livello internazionale che a livello nazionale, consolidando gli stabilimenti produttivi sul territorio italiano. Gli scioperi che ne seguirono portarono alla storica marcia dei quarantamila che vide i colletti bianchi sfilare per le vie del capoluogo piemontese. Figlio di un impiegato delle Poste, secondo di tre fratelli, si diploma ragioniere, si laurea a pieni voti in scienze economiche e commerciali studiando di notte e lavorando di giorno per mettere insieme qualche soldo dopo la morte del padre avvenuta a soli 47 anni. Nel 1968 la BPD, questo l'acronimo della sua azienda, si fonde con la Snia Viscosa e Romiti assume l'incarico di Direttore Generale del nuovo soggetto economico.

Nel 1970 il suo ingresso in Alitalia come direttore generale ed amministratore delegato e, successivamente, nel 1973, passa ad Italstat con lo stesso incarico. Nel 1975 è nominato amministratore delegato, dividendo carica e prestigio con Umberto Agnelli e Cardo De Benedetti.