Coronavirus, a Roma la prima volontaria per il test del vaccino italiano

Coronavirus, a Roma la prima volontaria per il test del vaccino italiano

Una donna di 50 anni volontaria ha ricevuto questa mattina la prima dose del vaccino anti-Covid "Made in Italy" allo Spallanzani di Roma.

La sperimentazione, messa a punto da un team di ricercatori e clinici dello Spallanzani in collaborazione con ReiThera, sarà effettuata su novanta volontari suddivisi in due gruppi per età: 45 tra i 18 e i 55 anni, altrettanti di età superiore ai 65 anni. "La Regione seguirà passo dopo passo il processo di sperimentazione per arrivare alla distribuzione il prima possibile".

Su un totale di oltre 40.00 domande, sono 90 le persone che andranno a comporre le due coorti su cui portare avanti la prima sperimentazione italiana. Stiamo facendo di tutto per individuare i positivi, ma senza il senso di responsabilità di tutti non ce la faremo. Rischiamo di tornare indietro. E' realizzato, prodotto e brevettato dalla società biotecnologica italiana ReiThera di Castel Romano. Si inaugura così la classica fase uno, quella che dovrà verificare se la dose di vaccino non darà effetti collaterali al paziente e, soprattutto, se questa dose è immunogenica, se capace cioè di produrre all'interno dell'organismo la creazione di anticorpi, che devono essere neutralizzati, cioè capaci di bloccare la replicazione virale.

VACCINO, inizia la SPERIMENTAZIONE sull'UOMO in ITALIA.

Si tratta infatti della sperimentazione del vaccino italiano contro il coronavirus che i sanitari effettueranno su alcune decine di cittadini volontari. "E possa essere d'aiuto a chi, come me, ha perso una persona cara a causa del Covid". Ogni gruppo sarà suddiviso a ua volta in tre sottogruppi da 15 persone, a ciascuna delle quali sarà somministrato un diverso dosaggio del preparato.

Proprio allo Spallanzani di Roma, dove all'inizio di febbraio era stata isolata la sequenza del Coronavirus 2019-nCoV, classificando l'Italia come primo Paese in Europa riuscito nell'impresa, arriva oggi notizia dell'avvio di una nuova fase di ricerca sempre in ambito dell'emergenza sanitaria legata al Coronavirus. Se la fase 1 avrà successo entro la fine dell'anno potranno prendere il via le fasi 2 e 3.