Cinque deputati col bonus Inps: Repubblica svergogna i furbetti di Montecitorio

Cinque deputati col bonus Inps: Repubblica svergogna i furbetti di Montecitorio

"Cinque parlamentari, cinque poveri furbetti che durante la pandemia hanno avuto il coraggio di avanzare richiesta allo Stato per avere il bonus di 600 euro riservato ai lavoratori autonomi e alle partite Iva in difficoltà". Si tratta di diversi partiti di maggioranza e opposizione: tre sarebbero della Lega, uno del Movimento 5 Stelle e uno di Italia Viva. Inoltre, nella vicenda sarebbero coinvolti addirittura duemila persone tra assessori regionali, consiglieri regionali e comunali, governatori e sindaci. Evidentemente non gli bastavano i 12.439 euro di stipendio netto guadagnati ogni mese.

Giorgia Meloni invece è andata oltre e ha proposto di andare per esclusione lanciando un hashtag: "Questo scandalo mette in evidenza anche una vergogna che Fratelli d'Italia ha più volte denunciato: il Governo, incredibilmente, non ha previsto alcun tetto di fatturato e di reddito per il bonus P.IVA, col risultato che ne ha diritto pure chi fattura milioni o ha altre importanti fonti di reddito, come i parlamentari. E' vergognoso. E' davvero indecente". La notizia, diffusa da Repubblica, è stata segnalata dall'Inps, che eroga il contributo. Proprio Fico ha subito parlato di "vergogna" e ha auspicato, stando a quanto riporta il Fatto Quotidiano, che i parlamentari chiedano scusa e restituiscano la cifra percepita: "in quanto rappresentanti del popolo, abbiamo degli obblighi morali, al di là di quelli giuridici". Sempre che non siano loro a cedere alla vergogna. E' necessario ricordarlo sempre.Lo affema il presidente della Camera Roberto Fico su facebook.

Dopo la rivelazione dei cinque deputati (e un conduttore televisivo) che avrebbero ricevuto il bonus Covid di 600 euro all'Inps (diventato 1.000) fatta da Giovanna Vitale su La Repubblica, è caccia grossa ai nomi dei cinque campioni di solidarietà.

Questo è quanto si legge dal sito dell'Inps: "A tali indennità possono accedere, per marzo ed aprile, i liberi professionisti con partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, iscritti alla Gestione Separata e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che non siano titolari di un trattamento pensionistico diretto, ad eccezione dell'assegno ordinario di invalidità". "Chiedano scusa agli italiani, restituiscano i soldi e si dimettano, se in corpo gli è rimasto ancora un briciolo di pudore", ha scritto Di Maio specificando che "non in importa di quale forza politica" siano.

Anche Zingaretti ha definito l'accaduto una vergogna, così come tutti i maggiori esponenti delle forze politiche del Paese. È stata Alessia Morani, sottosegretaria allo sviluppo economico, a svelare il gruppo parlamentare di appartenenza dei cinque deputati che hanno fatto richiesta dell'indennità da 600 euro. "Gli aiuti economici vanno dati a chi è veramente in difficoltà, non a tutti indistintamente". Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, con un post su Facebook ha commentato la notizia dei deputati che hanno richiesto e ottenuto il bonus Partite IVA da 600 euro stanziato dal governo.

Inps non fa ovviamente i nomi dei cinque ma sui social c'è già chi chiede al presidente Roberto Fico di rendere note le identità dei deputati.