Bankitalia: debito record a 2.530 mld, effetto Covid su entrate

Bankitalia: debito record a 2.530 mld, effetto Covid su entrate

Un debito pubblico che si amplia anche per via del crollo più ampio del previsto del Pil: a fronte di una stima di calo più ampia del -10,4% dell'Ufficio parlamentare di bilancio, la Commissione europea prevede per l'Italia del governo BisConte un -11,2%, il Fmi un -12,8%, l'Ocse -11,3%. Fai trading delle potenziali opportunità con FXCM. Secondo l'aggiornamento mensile presentato stamattina dalla Banca d'Italia, alla fine giugno lo stock di debito si è attestato al nuovo livello record di 2.530,6 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 2.507,6 miliardi di maggio.

Su base annua, e dunque rispetto al mese di giugno 2019, il debito pubblico è aumentato di 86,63 miliardi. Alcuni fattori come ad esempio gli scarti e i premi all'emissione e al rimborso ma anche il meccanismo di rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione che è stata registrata dai tassi di cambio hanno determinato un aumento del debito pubblico di 0,7 miliardi di euro (per avere un quadro più completo leggi l'articolo su come si calcola il debito pubblico italiano). Per finire, al 30 giugno 2020, il debito degli Enti di previdenza era stabile.

Rispetto al mese precedente, conclude Bankitalia, la vita media residua del debito è rimasta costante a 7,3 anni.

La banca d'Italia rileva anche che nel sesto mese dell'anno, le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 26,2 miliardi, in diminuzione del 19,9 per cento (-6,5 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2019. Lo rende noto Bankitalia nella pubblicazione "Finanza pubblica: fabbisogno e debito".