A Hong Kong legislative rinviate per emergenza Covid, le opposizioni: "È incostituzionale"

A Hong Kong legislative rinviate per emergenza Covid, le opposizioni:

Altri 20 candidati pro democrazia potrebbero essere squalificati a breve, ha annunciato il governo di Hong Kong, spingendo l'ultimo governatore britannico dell'isola, Lord Chris Patten, a denunciare "la purga politica" cinese: "È evidente che credere nella democrazia è ormai illegale".

Il 30 luglio il Centro per la protezione sanitaria di Hong Kong ha comunicato 149 nuovi casi di contagio da Covid 19, il dato più alto mai registrato dall'inizio dell'emergenza, aggiornando a 3.151 il totale dei contagi.

Se alcuni candidati avevano gareggiato alle primarie del fronte democratico di metà luglio, alle quali hanno partecipato facendo registrare un'affluenza record oltre 600 mila persone, promettendo di non votare il budget proposto dal governo di Hong Kong, altri sono stati squalificati per aver sostenuto la necessità da parte dei governi occidentali di sanzionare la Cina per aver di fatto azzerato l'autonomia di Hong Kong anzitempo (in base al trattato internazionale firmato da Pechino con Londra, infatti, questa sarebbe dovuta durare fino al 2047).

Le elezioni politiche di Hong Kong, previste inizialmente per il prossimo 6 settembre, sono state rinviate al 5 settembre del 2021.

Un altro candidato squalificato, Dennis Kwok, secondo quanto riferito è stato escluso a causa della sua intenzione di usare la sua posizione di legislatore "in modo tale da costringere il governo ad aderire a determinate richieste", in effetti il lavoro di un legislatore dell'opposizione nella maggior parte dei paesi democratici. "E' molto necessario, ragionevole e legale", ha commentato l'Ufficio sugli affari di Hong Kong e Macao del governo di Pechino in una breve nota, a commento dell'iniziativa.

"La nostra resistenza non si ferma e ci auguriamo che il resto del mondo scelga di stare al nostro fianco in questa battaglia".

Per gli attivisti pro-democrazia, attraverso la legge sulla sicurezza nazionale, la Cina e l'esecutivo di Hong Kong filo-cinese avrebbero implementato una norma utile ad imbavagliare il dissenso.

"Dobbiamo far rispettare le leggi anche se i crimini sono commessi su Internet". Molte diplomazie estere - prime fra tutti quella britannica e quella Usa - hanno condannato la stretta di Pechino su Hong Kong. "Non pensare di poter sfuggire alla responsabilità nel cyberspazio e commettere crimini", ha aggiunto Lee.