Vertice Ue, ancora un nulla di fatto: si ricomincia nel pomeriggio

Vertice Ue, ancora un nulla di fatto: si ricomincia nel pomeriggio

"Continua il negoziato. Da una parte la stragrande maggioranza dei Paesi - compresi i più grandi Germania, Francia, Spagna, Italia - che difendono le istituzioni europee e il progetto europeo e dall'altra pochi Paesi, detti 'frugali'", aveva twittato in precedenza il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, pubblicando una foto del tavolo di discussione a cui sedeva insieme a Pedro Sanchez, Angela Merkel, Emmanuel Macron, rispettivamente premier di Spagna, Germania, Francia, e a Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione europea.

"La maratona" si è conclusa con successo, dimostrando che l'accordo sarà visto come "un momento cruciale nel viaggio dell'Europa". E quindi il fronte che hanno formato in Europa nel negoziato sul Recovery Fund. Conto la presa di posizione di Rutte si è scagliato l'esponente Pd Cesare Damiano: "Le parole del premier dei Paesi Bassi, suonano ancora una volta poco rassicurati: da antiquato liberista, ha il chiodo fisso di colpire il welfare e soprattutto le pensioni degli italiani".

La riunione in corso era una delle più attese degli ultimi anni, nonché una delle più delicate: in una sola sessione di negoziati i leader europei hanno dovuto discutere della più ambiziosa misura europea degli ultimi anni - cioè il Fondo per la ripresa, che prevede in sintesi l'emissione titoli di stato europei per finanziare un enorme trasferimento di risorse dai paesi del Nord a quelli del Sud - e di come spendere le risorse comuni nei prossimi sette anni, in mezzo a una pandemia, una crisi economica e una transizione necessaria per scongiurare gli effetti del cambiamento climatico. È stato tradotto così, letteralmente, dall'inglese "frugal", che vuol dire più precisamente "parsimonioso". "In realt se lasciamo che il mercato unico venga distrutto tu forse sarai eroe in patria per qualche giorno, ma dopo qualche settimana sarai chiamato a rispondere pubblicamente davanti a tutti i cittadini europei per avere compromesso una adeguata ed efficace reazione europea". L'aggettivo è stato usato per la prima volta dal Financial Times per indicare Austria, Danimarca, Olanda e Svezia. All'incontro avrebbe partecipato anche la premier finlandese Sanna Marin: pur non facendo ufficialmente parte dei Paesi frugali, le sue posizioni sembrano molto vicine alla frangia più cauta sugli aiuti. "L'obiettivo principale della Finlandia - ha detto - è quello di contenere la quota di sovvenzioni". "L'Olanda - ha detto - vorrebbe creare un meccanismo per controllare la spesa dei Paesi del Sud dal Recovery Fund. Sostanzialmente è una disputa tra italiani e olandesi". Noi siamo dalla parte dell'Italia.

I quattro leader avevano scritto una lettera al FT nella quale hanno spiegato le loro ragioni.