Vaccino, Moderna è la prima azienda a raggiungere l’ultima fase del test

Vaccino, Moderna è la prima azienda a raggiungere l’ultima fase del test

"Quindi neutralizza l'attività del virus". Tuttavia, gli scienziati credono che osservare come il sistema immunitario dei pazienti guariti ha risposto potrebbe offrire una guida.

Alla dose di 100 microgrammi gli effetti indesiderati più frequenti sono stati: affaticamento (80%), brividi (90%), mal di testa (60%) e mialgia (53%).

L'analisi intermedia include i risultati dei test che misurano i livelli di attività neutralizzante indotta dal vaccino fino al giorno 43 dopo la seconda iniezione. Il prototipo di Oxford, concepito in collaborazione con l'azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia, è tra i pochi progetti al mondo arrivati alla fase 3 della sperimentazione clinica, la più importante e avanzata, estesa a migliaia di persone. L'endpoint primario è la prevenzione della malattia COVID-19. Questo è stato chiamato lo studio COVID-19 e i siti saranno avviati il 21 luglio con l'arruolamento a partire dal 27 luglio. "La gente deve essere consapevole di quello che sta accadendo", ritiene la microbiologa che segnala delle ombre nello studio sull'mRna-1273 di Moderna pubblicato nei giorni scorsi sul 'New England Journal of Medicine'. I test sono stati successivamente ampliati per includere dozzine di adulti più anziani, la fascia d'età più a rischio di COVID-19. "Se tutti si vaccinassero con un prodotto davvero efficace, potremmo far sparire Covid-19, ma non è detto che questo prodotto si ottenga, tanto meno in tempi così brevi". Uno studio clinico di fase II di mRna-1273, sponsorizzato da Moderna, ha iniziato l'arruolamente a fine maggio. Il vaccino infatti ha comunque già superato i test che ne accertano la non tossicità e sicurezza.

Ma in ogni caso sembra che visiti i primi risultati promettenti l'Agenzia europea del farmaco potrebbe concedere già entro la fine del 2020 una specie di autorizzazione speciale per l'immissione in commercio del vaccino (serviranno due dosi) in modo da poter iniziare la somministrazione alle fasce più fragili della popolazione europea. Ma dobbiamo essere più che certi del suo profilo reale di efficacia e tollerabilità e questo - avverte la scienziata - potrà avvenire solo a seguito di un iter sperimentale rigoroso e rispettoso, che si prenda tutto il tempo che deve.