Truffe: servizi a pagamento sui cellulari, perquisita sede Wind-Tre

Truffe: servizi a pagamento sui cellulari, perquisita sede Wind-Tre

Questa mattina nell'ambito dell'indagine, come detto, è stata anche perquisita la sede della compagnia telefonica, nata dalla recente fusione.

Cosa sta succedendo? Per il momento le notizie sono poche: nella mattinata di oggi 3 luglio sono scattate alcune perquisizioni e sequestri nella sede legale di WINDTRE situata a Rho, Milano, riguardante un'operazione della Guardia di Finanza legata all'attivazione senza consenso dei cosiddetti servizi a costo aggiuntivo sulle varie SIM dell'operatore.

Secondo le indagini - portate avanti dalla Guardia di Finanza -, ai consumatori venivano addebitati costi per servizi a pagamento sui cellulari che non avevano chiesto e per cui non avevano dato il consenso.

Numerose perquisizioni ed ispezioni informatiche sono state eseguite in questi giorni dai militari della Guardia di Finanza del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e della Squadra reati informatici della Procura: migliaia i clienti delle tre più importanti compagnie telefoniche italiane (Wind Tre, Vodafone e Tim) a cui sono stati accreditati importi non dovuti per attivazioni indebite dei cosiddetti Servizi a valore aggiunto (VAS) sul proprio dispositivo mobile. Gli indagati dovranno rispondere a vario titolo delle accuse di truffa, frode, intrusione abusiva a sistema telematico e tentata estorsione contrattuale.

Ad essere indagati sono tre dirigenti di WindTre, che insieme ad altre otto persone hanno dato il via a questo business illecito da milioni di Euro con opportunità di guadagno "mediante le attivazioni dei servizi a pagamento sulle connessioni mobili".

Gli inquirenti hanno anche inviato una lettera al Garante per le telecomunicazioni relativamente alla posizione di Vodafone e TIM.

Secondo quanto riferito da il Corriere della Sera, la Procura avrebbe proceduto con il sequestro di 12 milioni di euro. A coordinare le indagini il sostituto procuratore Francesco Cajani. Vi è l'impegno di tutti per interrompere, definitivamente, tale illecito fenomeno.