Su Autostrade il governo attende una "proposta vantaggiosa" dei Benetton

Su Autostrade il governo attende una

L'assist fornito dalla Corte Costituzionale che ha ritenuto non fondati i presupposti di incostituzionalità del decreto Genova - che ha escluso Autostrade per l'Italia dalla ricostruzione del ponte Morandi - si dice confermino la validità del percorso giuridico costruito da Chieppa e dal governo anche sull'impianto del Milleproroghe concedendo al governo di negoziare in una posizione di forza al rush finale del negoziato. La quale studierà le carte con i propri tecnici per poi portarle a Palazzo Chigi da Giuseppe Conte: passaggio atteso per lunedì, il premier nei giorni scorsi ha detto di attendersi una "proposta vantaggiosa" per lo Stato. E secondo l'agenzia di stampa Reuters, fra gli elementi ci sarebbe anche la disponibilità a scendere sotto il 50% del capitale, dall'attuale 88%, per far posto a un investitore statale. Il progetto presentato dal concessionario aeroportuale riguardo la costruzione della quarta pista di volo per l'aeroporto di Fiumicino è stato, infatti, inserito nell'allegato Infrastrutture tra gli interventi che necessitano di una revisione.

A Piazza Affari ha risalito oggi parzialmente la china il titolo Atlantia a +2,13% dopo il tonfo dell'8% di ieri. "Non mi fate fare l'indovino...", risponde.

L'obiettivo dell'esecutivo è stato chiaro: riducendo intorno a 7 miliardi di euro l'eventuale esborso in caso di revoca, si è resa più credibile la minaccia di un'esclusione di Aspi dalla gestione della rete autostradale. Per Atlantia mantenere il controllo di Aspi non è più una pregiudiziale, appunto. A comprare dovrebbero essere Cdp, il fondo F2i, Poste Vita e alcune casse previdenziali. Il rischio di una deflagrazione della maggioranza aumenta.

Ma prima di qualsiasi altra valutazione, da parte dei potenziali nuovi investitori, resta da capire che cosa sarà l'Aspi del futuro e se resterà una società redditizia o meno.

"Non abbiamo mai chiesto rinvii", chiarisce il vicesegretario del Pd Andrea Orlando (replicando alle accuse di attendismo dell'ex ministro Danilo Toninelli): ma se la soluzione "si realizza con la revoca o con un radicale assetto societario, tocca al governo dirlo", aggiunge.

La forza politica ha affidato l'espressione della propria linea a Stefano Buffagni, il quale ha dichiarato che "i Benetton devono uscire dalla gestione delle nostre autostrade".