Secondo uno studio, lo smart working potrebbe ridurci così

Secondo uno studio, lo smart working potrebbe ridurci così

Viste anche le normative sulla distanza di sicurezza da dover rispettare all'interno degli uffici, sono molte le aziende che stanno continuando a tenere buona parte dei lavoratori a casa.

Il governo anche per la Fase 3 ha comunque spinto e fortemento auspicato un prosieguo dello smart working, per evitare pericolosi assembramenti nei luoghi di lavoro e nei mezzi pubblici. Questa modalità di esecuzione del rapporto di lavoro non sembra essere la scelta vincente sul lungo periodo.

La rappresentazione computerizzata di Susan ci mostra come l'uomo potrebbe ridursi dopo 25 anni di smartworking.

A vederla sembrerebbe un pupazzo virtuale piuttosto provato dal lavoro da casa.

Anche Maurizio Gasparri si iscrive al club di chi chiede subito uno stop allo smart working. Infatti secondo gli studiosi, psicologi ed esperti di fitness, il lavoro agile indurrebbe problemi motori, fisici e mentali in un lungo lasso di tempo. Con lo scoppio dell'emergenza coronavirus, il ricorso allo smart working per la quasi totalità delle aziende italiane è stata una necessità dovuta alla crisi sanitaria.

Occhi secchi e arrossati, obesità, calvizie, rughe, macchie sul volto, mani irritate, postura ingobbita e spalle ricurve. Poi però si sono domandati: "Ripercussioni fisiche sulla tua mente e sul tuo corpo, ne varrà la pena in futuro?"