Radioattività, registrato picco al Nord Europa

Radioattività, registrato picco al Nord Europa

Nei giorni precedenti gli scienziati hanno registrato un anomalo picco della radioattività provenire dal Nord Europa, dove figurano Svezia, Finlandia, Norvegia e Danimarca. Fortunatamente le concentrazioni di radionuclidi rilevate sono talmente basse da non rappresentare alcuna minaccia per la salute dell'uomo e dell'ambiente, tuttavia è sicuramente accaduto "qualcosa" che ha determinato questa impennata dei valori, registrata dai sofisticati strumenti che monitorano costantemente la radioattività del territorio.

Secondo alcuni media occidentali, gli isotopi sarebbero arrivati dalla Russia a seguito della depressurizzazione della cella a combustibile nel reattore di una delle centrali nucleari sparse nel Paese. Le aree particolarmente interessate sono quelle della Finlandia, della Svezia e della Norvegia, sulla costa nord del Mar Baltico.

Il sistema di monitoraggio della radioattività nazionale non ha segnalato emergenze o minacce che potrebbero causare un aumento dei livelli di radiazioni in Russia, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

A "circoscrivere" la zona in cui è emersa la fonte radioattiva è l'Organizzazione globale del trattato sul divieto dei test nucleari (CTBTO), il cui segretario generale, il dottor Lassina Zerbo, su Twitter ha pubblicato una mappa che abbraccia diversi Paesi. Al momento sono esclusi gli impianti lettoni e quelli russi.

Secondo i primi rilevamenti, si pensa a possibili malfunzionamenti in qualche centrale civile, ma non a veri e propri incidenti, come l'esplosione avvenuta l'8 agosto 2019 a Severodvinsk, in Russia, innescata da un missile sperimentale.