Pensioni: boom per vecchiaia, trainano le donne

Pensioni: boom per vecchiaia, trainano le donne

Quota 100 non piace all'Europa, soprattutto all'Olanda, e rischia di diventare terreno di scontro per la concessione delle risorse a fondo perduto, attraverso il Recovery Fund, a quei paesi che maggiormente hanno accusato l'impatto del coronavirus sulla propria economia. Allo stesso tempo è necessario considerare l'invecchiamento della popolazione e le prospettive in calo per l'occupazione.Ad impattare nei prossimi anni è anche la previsione di riduzione della popolazione in età da lavoro, con la Banca d'Italia che indica una possibile diminuzione di 3 milioni di persone nella fascia 15/64 anni entro il 2035.

Coloro che hanno scelto l'accredito presso un conto corrente del circuito bancario dovranno invece attendere lunedì 3 agosto per poter vedere l'accredito della pensione sul proprio conto corrente.

Quota 100 è quindi un'anomalia nel panorama internazionale, per questo Ocse e Ue vorrebbero che l'Italia la cancellasse con una nuova riforma delle pensioni. Tuttavia il vero punto critico sono le altre agevolazioni per il pensionamento, come Opzione Donna, l'Ape sociale e le pensioni anticipate. La quiescenza dal servizio, prenotata nel gennaio scorso, è resa disponibile sia per conseguire la normale pensione di vecchiaia sia quella anticipata con Quota 100. E in cima alla lista c'è sempre lei: la riforma delle pensioni.

Per quanto riguarda i requisiti della pensione di vecchiaia, nel 2019 e 2020 l'età minima di accesso non ha subito incrementi, rimanendo pari a 67 anni in tutti per entrambi i sessi e per i settori lavorativi dipendenti privati e autonomi. Altra ipotesi è quella dell'età pensionabile a 62 anni.

'Quota 100' è la misura sperimentale, introdotta dal governo giallo-verde, che modifica la legge Fornero. In un anno e mezzo dall'entrata in vigore delle nuove regole, le richieste di pensionamento anticipato con Quota 100 sono state meno del previsto, perché il sistema implica un taglio dell'assegno previdenziale che la maggior parte dei lavoratori non è disposta ad accettare.

Infine, a livello territoriale il peso percentuale delle pensioni liquidate a residenti nel Nord Italia resta sostanzialmente il medesimo (50% nel 2019 e 52% nel primo semestre 2020). Infatti, il loro peso (55.085) su quelle di vecchiaia (54.009), che aveva visto un importante aumento nel 2019 rispetto all'anno precedente sia per l'aumento dell'età legale sia per l'introduzione della "Quota 100", ritorna nel primo trimestre 2020 a livelli più bassi arrivando a una quasi parità tra pensioni di anzianità e di vecchiaia liquidate.