È partita Hope, la speranza degli Emirati Arabi verso Marte (e oltre)

È partita Hope, la speranza degli Emirati Arabi verso Marte (e oltre)

La navicella prodotta e costruita dai tecnici degli Emirati Arabi Uniti che dovrebbe entrare nell'orbita di Marte, denominata al-Amal (in arabo: speranza), è partita con successo dal centro di lancio giapponese Tanegashima.

Una pagina storica è stata scritta nelle scorse ore per quanto concerne la conquista dello Spazio: sonda degli Emirati Arabi verso Marte.

La sonda degli Emirati arabi, in viaggio per 500 milioni di chilometri, ha il compito di studiare il clima del pianeta.

Hope ha un Dna variegato ma un'anima profondamente emiratina. Il lancio della sonda emiratina sarà il primo dei tre verso Marte previsti per questa estate, quando il Pianeta Rosso si trova in una posizione particolarmente favorevole rispetto alla Terra.

Una volta in orbita, effettuerà il giro del pianeta per un intero anno marziano, pari a 687 giorni.

"I dati raccolti dal sondaggio aggiungeranno una nuova dimensione alla conoscenza umana", ha detto su Twitter il leader di Dubai Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Per questo lavoro di indagine approfondito saranno utilizzati uno spettrometro all'infrarosso per studiare polvere, nuvole di cristalli di ghiaccio, vapore acqueo e temperatura nella bassa atmosfera e uno spettrometro nell'ultravioletto per analizzare monossido di carbonio, idrogeno e ossigeno nell'alta atmosfera marziana. Pertanto molti Paesi che hanno basato la propria ricchezza su di esso stanno già cominciando a guardare oltre. Il 23 luglio partirà infatti la Tianwen-1 della Cina, che grazie a un lander e a un rover condurrà indagini geologiche, mentre il 30 luglio è attesa la partenza dell'attesissima MARS 2020 della NASA, che porterà sul Pianeta Rosso un nuovo rover chiamato Perseverance per cercare tracce di vita. Ci sono stati un po' di ritardi in realtà che hanno costretto il posticipo del lancio, ma alla fine è avvenuto.