NASA, il Solar Orbiter mostra alcune foto ravvicinate del Sole

NASA, il Solar Orbiter mostra alcune foto ravvicinate del Sole

"Anche il Sole presenta sbuffi di plasma con una estensione pazzesca" viene riferito dall'Agenzia Spaziale Italiana: "Le immagini ottenute sono incredibili, ottenute grazie alla sonda Solar Orbiter". "Ovviamente è troppo presto per dirlo, ma speriamo che collegando queste osservazioni con le misurazioni degli altri strumenti che 'sentono' il vento solare intorno alla sonda spaziale, saremo in grado di risolvere alcuni di questi misteri", conclude Yannis Zouganelis della Esa.

Nel corso della diretta streaming, durante la quale sono state mostrate le foto dei falò nel Sole, l'Agenzia Spaziale Italiana ha spiegato come le aspettative degli scienziati siano già state superate. Una volta entrata nella fase scientifica, che comincerà a fine 2021, il veicolo spaziale si avvicinerà a ben 42 milioni di chilometri dalla superficie del Sole, più vicino del pianeta Mercurio. Non appena completata la fase di verifica tecnica, la sonda ha già confermato quanto siano giustificate le grandissime attese del mondo scientifico. "Ma poiché il Solar Orbiter si trova ad un'angolazione diversa rispetto alla Terra, abbiamo potuto vedere una regione attiva non osservabile dalla Terra, ed è la prima volta".

Solar Orbiter, lanciata il 10 febbraio scorso, trasporta sei strumenti di telerilevamento, o telescopi, che raffigurano il Sole e i suoi dintorni e quattro strumenti in situ che monitorano l'ambiente attorno al veicolo spaziale.

Dopo cinque mesi dall'inizio della missione oggi osserviamo le prime immagini catturate da Solar Orbiter durante il viaggio che lo sta portando all'incontro ravvicinato con il sole, pubblicate durante la conferenza live organizzata da ESA.

"Queste immagini hanno già rivelato informazioni scientifiche che non erano state rivelate precedentemente nonostante il satellite non si trovi ancora sulla sua orbita finale operativa che lo porterà ancora più vicino al Sole - ha spiegato Cesare - hanno quindi una doppia valenza, scientifica ma anche per l'industria che ha realizzato lo strumento perché dimostrano che lo strumento si sta comportando perfettamente, secondo le previsioni".

La posizione dei sensori e dei dieci strumenti scientifici a bordo di Solar Orbiter e i primi risultati trasmessi a Terra. E' uno strumento "unico nel suo genere", che "utilizzerà un singolo telescopio, per produrre simultaneamente immagini in banda ultravioletta e visibile", ha detto la responsabile dei programmi scientifici dell'Asi, Barbara Negri. "L'alta risoluzione temporale di SWA, mai raggiunta prima in missioni analoghe", dice Roberto Bruno dell'INAF, Co-Principal Investigator di SWA, "permettera' finalmente di indagare e comprendere i processi cinetici che sono alla base del riscaldamento ed accelerazione del vento solare". "Queste immagini mostrano che Solar Orbiter è partito in modo eccellente".

L'Italia ha contribuito allo sviluppo di tre dei dieci strumenti scientifici a bordo di Solar Orbiter. Oltre a Università di Firenze e INAF, fanno parte del team l'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali e l'Università di Genova; le aziende Leonardo, TAS e OHB sono state coinvolte per la fornitura di componenti.