Mattarella a Basovizza, mano nella mano con Pahor

Mattarella a Basovizza, mano nella mano con Pahor

Successivamente i due leader si sono recati al monumento ai Caduti sloveni, e stavolta è stato il presidente sloveno a chiedere la mano a Mattarella, a differenza di quanto accaduto precedentemente dove era accaduto l'inverso.

Luogo simbolo e memoriale per i familiari delle vittime delle violenze del 1943-45, la foiba di Basovizza fu dichiarata monumento nazionale dal Presidente della Repubblica l'11 settembre 1992. Nel 1945 fu luogo di esecuzioni e di occultamento di cadaveri.

Nel corso dell'omaggio alle vittime delle foibe i due presidenti si sono dati la mano, dopo essersi avvicinati alla corona di fiori che due corazzieri avevano deposto pochi istanti prima.

Il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e il presidente sloveno Borut Pahor hanno depositato una corona di fiori davanti al cippo di Basovizza che ricorda quattro membri del Tigr (Trst Istra Gorica Rijeka) fucilati il 6 settembre 1930 in esecuzione di una condanna a morte emessa dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Così come lo è il gesto dei due presidenti, che si sono tenuti per mano davanti alla foiba di Basovizza.

Tra gli appuntamenti odierni, anche la consegna a Boris Pahor delle più alte onorificenze dei due Paesi: l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana e l'onorificenza slovena dell'Ordine per Meriti Eccezionali.

"Proprio per questa ragione" ha proseguito Mattarella "il tempo presente e l'avvenire chiamano al senso di responsabilità, a compiere una scelta tra fare di quelle sofferenze patite, da una parte e dall'altra, l'unico oggetto dei nostri pensieri, coltivando risentimento e rancore, oppure, al contrario, farne patrimonio comune, nel ricordo e nel rispetto, sviluppando collaborazione, amicizia, condivisione del futuro".

"Oggi, qui a Trieste - con la presenza dell'amico Presidente Borut Pahor -segniamo una tappa importante nel dialogo tra le culture che contrassegnano queste aree di confine e che rendono queste aree di confine preziose per la vita dell'Europa". Ad accogliere il presidente italiano ci sono stati il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, il prefetto di Trieste, Valerio Valenti, e il sindaco della città, Roberto Dipiazza.