Libia, tre migranti uccisi dopo lo sbarco: giallo sulle cause

Libia, tre migranti uccisi dopo lo sbarco: giallo sulle cause

Tre migranti sudanesi sono stati uccisi, e altri quattro feriti, in una sparatoria avvenuta la scorsa notte a Khums, Est di Tripoli, durante le operazioni di sbarco. Invece cinque migranti feriti sono stati portati in ospedali della zona e gli altri che se la sono cavata sono stati trasferiti in centri di detenzione temporanea. I profughi erano stati intercettati in mare e riportati a terra. Molti di coloro che riescono a salpare verso l'Europa sono rintracciati dalla Guardia costiera di Tripoli e ricondotti nei campi di detenzione. "La sofferenza dei migranti in Libia è intollerabile", afferma il capo della missione Oim in Libia, Federico Soda. La Libia non è un porto sicuro, l'Ue e la comunità internazionale agiscano con urgenza per fermare i ritorni in Libia di persone vulnerabili.

Nei primi sette mesi di quest'anno, o almeno fino a ieri, sono stati 6.518 i migranti riportati in Libia dalla Guardia costiera libica, per la maggior parte uomini (5.716), ma anche donne (462) e minori (340) tra cui 84 bambine: lo riferisce l'Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) in un bollettino settimanale diffuso su Twitter. Altri tre invece sono rimasti feriti. "Questo incidente sottolinea con forza che la Libia non è un porto sicuro per lo sbarco", ha detto l'inviato speciale dell'Unhcr per la situazione del Mediterraneo centrale, Vincent Cochetel: "È necessario aumentare la capacità di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, includendo le navi delle Ong, al fine di aumentare la probabilità che le operazioni di salvataggio conducano allo sbarco in porti sicuri al di fuori della Libia". Lanciando poi un appello ai governi nazionali, chiedendo alle autorità di indagare maggiormente sugli abusi che vengono spesso segnalati e rafforzando le politiche che affrontano le cause profonde alla radice delle migrazioni, impegnandosi in modo "inequivocabile a garantire che nessuna persona soccorsa in mare sia riportato in pericolo in Libia". In tutto l'anno scorso, nello stesso braccio di mare, i morti erano stati 270 e 992 i dispersi, ricorda l'agenzia Onu.

Sono tantissimi, troppi, i migranti che perdono la vita nel Mediterraneo, in fuga da guerre e violenze, cercando di arrivare in Europa.