La Tav, le fake e l'autolesionismo (verde) del sindaco di Lione

La Tav, le fake e l'autolesionismo (verde) del sindaco di Lione

"È la scelta peggiore, bisogna fermare la Tav". Ecco, investiamo prima lì e nel resto della Francia - ha proseguito Grégory Doucet -. "Bisogna fermare la Tav" afferma Gre'gory Doucet.

I mesi di silenzio mediatici (perché le proteste in Val di Susa sono andate avanti quotidianamente) sono stati squarciati dalle parole del nuovo sindaco di Lione sul progetto Tav. "Forse non gli hanno spiegato che con la nuova Torino Lione si potrà portare su rotaia fino al 50% del trasporto merci, quindi si potranno togliere da 500 a 600mila tir dalla strada diminuendo l'inquinamento delle valli, aumentando la sicurezza stradale e diminuendo il numero di morti". "Se valorizzata, la linea già esistente è sufficiente per i treni che vi devono circolare. Ma è assurdo", dichiara Doucet.

E mentre la vicepresidente grillina della Sala Rossa Viviana Ferrero sollecita la silente Chiara Appendino a incontrare il nuovo sindaco di Lione per creare un asse tra le due città, il capogruppo Pd Stefano Lo Russo definisce "rispettabilissime le opinioni contrarie alla Tav di Appendino e del neo sindaco di Lione ma credo vadano prese per quello che sono, opinioni, e ascritte a quella guerra di posizionamento continua che serve a tener buoni i facinorosi locali".

"Il cantiere sta andando avanti e noi, a breve, consentiremo a tutti i sindaci, anche a quelli che hanno votato contro Tav, di potere accedere ai finanziamenti di compensazione ambientale". E ancora, si legge in una nota degli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione Trasporti alla Camera: "Nelle ultime ore anche il neosindaco di Lione Grégory Doucet ha voluto ribadire la propria contrarietà all'opera, ricordando che esiste già una linea tra Torino e Lione e che sarebbe auspicabile investire fondi per rinforzare questa e altre infrastrutture, piuttosto che buttare miliardi per i lavori del Tav Torino-Lione. Io credo che l'Italia deve stare dentro quel sistema infrastrutturale europeo, è una ragione importante- ha sottolineato De Micheli - Il precedente governo aveva impedito a questi comuni che avevano votato contro di accedere a queste risorse, noi crediamo invece che anche chi ha votato contro abbia il diritto di ricevere compensazioni ambientali - e conclude - l'investimento sul ferro rimane il punto chiave del trasporto dei passeggeri e delle merci del futuro in tutta Europa e l'Italia deve stare nel grande sistema infrastrutturale del nostro continente".