L’offerta di Intesa non riconosce il valore complessivo di Ubi Banca

L’offerta di Intesa non riconosce il valore complessivo di Ubi Banca

È ancora un no, come era ampiamente previsto, quello espresso all'unanimità dal Cda di Ubi. La posizione dell'ex popolare trova riscontro nel comunicato diffuso nella tarda serata di ieri, dopo la riunione del Consiglio di amministrazione: pur prendendo atto del suo miglioramento, grazie all'aggiunta di una componente in contanti pari a 0,57 euro per azione (per un controvalore, qualora la totalità delle azioni Ubi aderisse all'Opas, di oltre 652 milioni di euro), Ubi ritiene che "l'offerta non riconosca appieno il valore complessivo della banca". "D'altra parte, la valorizzazione implicita nella mediana dei concambi" indicata nel comunicato dell'emittente esprimeva "una differenza pari a 1,1 miliardi di euro" e questo "senza considerare il limitato riconoscimento agli azionisti di Ubi delle sinergie - scrive l'ex popolare -. Il corrispettivo incrementato, seppur aumentato attraverso la componente in denaro non remunera adeguatamente tali rischi", prosegue la nota che richiama le valutazioni condotte con il supporto degli advisor finanziari. Infine, l'ultima osservazione riguarda la cessione degli sportelli autorizzata dall'Antitrust.

L'Offerta continua a porre a carico degli Azionisti di UBI Banca gran parte dei rischi connessi al raggiungimento degli Obiettivi Strategici dell'Operazione definiti da ISP.

Il comunicato riporta: "In particolare, si osserva quanto segue". "Bergamo è stata duramente colpita dalla pandemia e la sfida della ripresa economica post-Covid imporrà investimenti soprattutto a sostegno delle imprese bergamasche che solo un grande banca come Intesa Sanpaolo è in grado di sostenere", ha affermato Stefano Barrese, responsabile della Banca dei Territori di Intesa. Lo dimostra l'andamento delle adesioni all'Ops che hanno raggiunto, alla data di ieri, il 26,4% rispetto al 17% del giorno precedente.