Il cda di Ubi Banca boccia l'offerta pubblica di scambio di Intesa

Il cda di Ubi Banca boccia l'offerta pubblica di scambio di Intesa

Il cda di Ubi Banca boccia l'offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo, ritenendola "non conveniente" per i suoi azionisti. Il parere del consiglio di amministrazione risponde a una serie di motivi, primi fra tutti l'assenza di un corrispettivo monetario e un concambio che penalizza gli azionisti Ubi a favore di quelli di Intesa. Che grazie al badwill di Ubi (differenza tra prezzo pagato e valore del patrimonio netto) - fa notare ancora il cda - registrerà una plusvalenza di 4,6 miliardi.

L'aggiornamento del piano prevede un'operazione straordinaria nella bancassurance con Aviva ma verrà realizzata "solo se Ubi resterà al termine dell'ops un soggetto indipendente".Stando al piano, l'impatto del Covid19 sul costo del credito "è stimato in 85 punti base cumulati aggiuntivi" nel triennio 2020-22 e l'utile previsto nel 2022 sarà pari a 562 milioni, a fronte dei 665 milioni del piano originale. "Abbiamo cercato di evidenziare con molta chiarezza quale è il potenziale dei nostri dividendi" valorizzando i "tesori nascosti" della banca, come le attività di "merchant acquiring", da cui Ubi si aspetta di ricavare 350 milioni, ha spiegato Massiah. Il cda della banca ha ritenuto che l'offerta "non prevedendo un corrispettivo per cassa, pone a carico degli azionisti di Ubi Banca i rischi connessi al raggiungimento degli obiettivi strategici dell'operazione definiti da Intesa". Fermo restando il massimo rispetto per il consiglio di amministrazione e il management di Ubi, confermo che la nostra attenzione è rivolta agli azionisti di Ubi. "Ora la parola passa agli azionisti".