Gemelle siamesi unite alla testa: storica operazione al Bambin Gesù

Gemelle siamesi unite alla testa: storica operazione al Bambin Gesù

Il craniopago è definito 'parziale' quando il punto di contatto tra le due teste è limitato alle ossa e alla pelle, 'totale' quando la fusione coinvolge anche le strutture cerebrali e in particolare il sistema venoso - sottolineano i medici del Bambino Gesù - Anche tra i craniopagi totali ci sono differenze: "i più 'comuni' sono i gemelli uniti per la sommità del capo (craniopagi verticali), più rari quelli uniti per la nuca (craniopagi posteriori)". In sala operatoria un'equipe di oltre 30 persone tra medici, chirurghi e infermieri. Un anno di preparazione, tre interventi delicati e il 5 giugno, le due gemelline sono state ufficialmente divise. A un mese di distanza le bambine stanno bene, hanno appena compiuto 2 anni e sono ricoverate nel reparto di Neurochirurgia dell'Ospedale della Santa Sede in due lettini vicini, una accanto all'altra, insieme alla loro mamma.

L'arrivo in Italia risale al 10 settembre 2018, nell'ambito delle attività unitarie internazionali del Bambino Gesù. Intanto, per farle conoscere e riconoscere viene utilizzato un sistema di specchi con cui le due piccole possono guardarsi e scoprirsi. L'intervento finale è durato 18 ore ed è stato preparato anche con diverse operazioni preparatorie intermedie pianificate da un team multidisciplinare con l'ausilio di sistemi di imaging avanzati: Tac e risonanze magnetiche tridimensionali, angiografia 4D, software per la ricostruzione 3D, neurosimulatore.

Il primo intervento è stato eseguito a maggio 2019, il secondo a giugno 2019 e il terzo a giugno 2020 con la separazione definitiva, avvenuta appunto con successo.

I controlli post-operatori "indicano che il cervello è integro". Da quel momento, prosegue la presidente, "è cominciato un lunghissimo cammino" ma è bello "pensare che due bambine nate nel posto più povero del mondo con questa è stranissima congiunzione possono ritornare ad una vita pienamente e normale". Ervina e Prefina sono unite per la regione parietale e occipitale del cranio, vale a dire un'ampia superficie della parte posteriore della testa che comprende la nuca.

Negli anni 80, invece, la prima operazione del genere su due maschietti uniti sempre per il torace e l'addome. La Dottoressa Enoc decise quindi di portarle a Roma per tentare di salvar loro la vita con una delle operazioni più rischiose e complesse mai messe in atto per separare due gemelli siamesi. Adesso però mamma Ermin può finalmente abbracciarle e guardare contemporaneamente i loro volti, grazie all'intervento di separazione avvenuto all'ospedale Bambino Gesù. Le piccole, di 2 anni, erano arrivate nella Capitale dalla Repubblica Centroafricana: l'intervento chirurgico ha richiesto un anno di studio e una procedura in più fasi, per riuscire al meglio.