Falso padre per i fratelli Traore, ora rischiano la squalifica

Falso padre per i fratelli Traore, ora rischiano la squalifica

Un nuovo clamoroso scandalo nel campionato di Serie A. Vi ricordate di Luciano?

Come riportato da 'la Repubblica', la Procura di Parma ha mosso l'accusa di 'falso e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina' nei confronti di cinque persone ivoriane: Bly Blaise Tehe, Marina Edwige Carine Teher (dipendente del club bergamasco), Larissa Ghislaine Teher, Zadi Gildas Abou e Hamed Mamadou Traoré. Hamed, 20 anni, centrocampista del Sassuolo, e Amad Diallo, 17 anni, attaccante dell'Atalanta.

I calciatori sono stati sentiti semplicemente come persone informate dei fatti ma non risultano nel registro degli indagati. In realtà quel cognome, Traorè, sarebbe frutto di una falsa parentela: colui che si è spacciato come padre del calciatore, Hamed Mamadou Traorè, sarebbe infatti un finto genitore, che sfruttando la millantata parentela avrebbe portato il calciatore del Sassuolo e il fratello, ora in forza all'Atalanta, in Italia da Abidjan, capitale della Costa d'Avorio. Questa inchiesta nasce nel 2017 dopo l'arresto di Giovanni Damiano Drago, di Demoya Yves Gnoukouri e di Kone Aboduraman.

Se verranno confermate le voci sulla loro età modificata "ad hoc" e sul falso padre, i 2 Traorè rischiano di saltare l'intera stagione di Serie A 2020/21. Drago "dichiarò di essere a conoscenza che Tehe, coimputato nello stesso procedimento, oltre ai falsi ricongiungimenti familiari già contestatigli, tra il 2014 e il 2015, con la complicità di altri suoi connazionali, avrebbe consentito l'ingresso irregolare in Italia di cinque giovanissime promesse del calcio ivoriano, alcune delle quali sarebbero state ingaggiate in società di calcio professionistico".