Cosa vuol dire per l'Italia l'accordo sul Recovery Fund

Cosa vuol dire per l'Italia l'accordo sul Recovery Fund

Quindi, per sintetizzare la posizione espressa a nome della più improbabile maggioranza della storia repubblicana dal premier Conte, l'Italia si presenta a battere cassa con una certa supponenza, una sorta di fierezza degli accattoni, sulla base di una situazione disastrosa, tanto sul piano economico che su quello finanziario, senza una parvenza di un piano appena credibile di riforme da realizzare e priva completamente di quella minima credibilità che solo i fatti possono dare, soprattutto per un Paese indebitato fino al collo e che non è ancora fallito solo in virtù degli generosi acquisti dei titoli del Tesoro operati dalla Bce.

"Abbiamo un accordo. E' un buon accordo! L'Unione europea non ha mai deciso di investire in modo così ambizioso nel futuro", scrive su Twitter la premier belga Sophie Wilmes.

Raggiunto finalmente l'accordo sul Recovery Fund e sul Bilancio Ue 2021-2027.

Il Recovery Fund riceve il sì da parte dei 27 Stati membri. E' quanto si apprende a margine del negoziato in Consiglio Ue. "A causa di circostanze eccezionali, le azioni pertinenti avviate a decorrere dal 1o febbraio 2020 dovrebbero essere ammissibili al finanziamento a condizione che perseguano gli obiettivi dei rispettivi programmi", si legge nel testo. Si tratterà di un gruppo di Paesi che rappresenterà il 35% della popolazione che potrebbe opporsi. Una dura trattativa, a tratti ideologica e puramente agonistica, ha visto calare l'ammontare dei sussidi erogati in totale da Bruxelles a 390 miliardi di euro, simbolicamente al di sotto non solo dei 500 miliardi delle proposta di base, ma anche della 'linea rossà dei 400 miliardi fissata dall'intesa franco-tedesca, volutamente messa in discussione dai "frugali" - Olanda, Austria, Danimarca e Svezia - con la stampella della Finlandia, che nella seconda parte del summit si è schierata pubblicamente con i quattro Governi "ribelli". La delegazione italiana ha altresì acquisito parere legale del servizio giuridico del Consiglio che conferma piena competenza delle prerogative della Commissione. "Questo significa nessuna possibilità di veto in nessuna fase della procedura".

I leader dell'Ue avrebbero raggiunto un accordo sul legame tra l'erogazione dei fondi Ue e la tutela dello stato di diritto. Questo non piacerà ai paesi del blocco di Visegrad.

"Abbiamo conservato gli 81 miliardi a titolo di sussidi e abbiamo incrementato notevolmente l'importo dei prestiti: da 91 a 127 miliardi, con un aumento di 36 miliardi".

La quota del Recovery Fund che spetta all'Italia è pari al 28% del valore totale. Durante una breve conferenza stampa alle 6 del mattino, Conte ha celebrato l'accordo, dicendosi "orgoglioso di essere italiano" e auspicando di "far ripartire l'Italia con forza, cambiare volto a questo paese", rendendolo "più verde, digitale, innovativo, sostenibile, inclusivo".