Cosa è successo nella truffa dei Bitcoin — Attacco hacker Twitter

Cosa è successo nella truffa dei Bitcoin — Attacco hacker Twitter

Forzati i profili delle più note società americane, come Uber o Apple, fino ai profili di personaggi illustri e VIP come Bill Gates, Elon Musk, il rapper Kanye West e persino l'ex presidente Barack Obama. Lo ha affermato lo stesso Twitter sul suo blog, in cui si dice che gli account presi di mira sono stati 130, 45 dei quali violati con successo, grazie a "strumenti accessibili unicamente alle squadre di supporto interno".

Potrebbero anche essere stati in grado di accedere a informazioni aggiuntive, ha affermato la società.

Da tutti gli account hackerati sono partiti cinguettii che promettevano di raddoppiare la cifra inviata ai loro indirizzi Bitcoin.

Il New York Times ha confermato che fu così che l'account di Trump sfuggì all'attacco, citando un funzionario anonimo della Casa Bianca e un dipendente Twitter separato.

È probabile che la moneta digitale venga suddivisa in importi inferiori e che passi attraverso i cosiddetti servizi "mixer" o "tumbler" per rendere ancora più difficile risalire agli aggressori. L'account Twitter di Donald Trump non è stato violato infatti, è questa una delle argomentazioni di chi sostiene questa ipotesi, nonostante sia in assoluto uno dei profili più attivi e più seguiti della piattaforma e la ragione sta con ogni probabilità nei livelli di sicurezza aggiuntivi assicuratigli dalla piattaforma, anche come conseguenza ai tentativi passati di hackeraggio.

Didascalia dei mediaBitcoin ha spiegato: come funzionano le criptovalute?

Nel mentre Jack Dorsey, CEO di Twitter, ha dichiarato che l'azienda sta investigando su quanto accaduto e che tutte le informazioni saranno presto condivise pubblicamente per spiegare meglio l'accaduto.

Il venditore ha anche pubblicato uno screenshot del pannello in genere riservato ai dipendenti di alto livello di Twitter. In effetti, scrive The Verge, il portafoglio bitcoin associato all'operazione avrebbe raccolto almeno 120mila dollari (alla sera del 16 luglio 2020) e, aspetto ancora più interessante, avrebbe in qualche caso restituito, raddoppiandole come promesso, alcune donazioni: è una pratica, ha sottolineato qualche esperto di criptovalute, piuttosto comune tra scammer e autori di truffe in bitcoin per simulare una normale attività del proprio portafoglio e non destare sospetti.