Cosa prevede il decreto approvato dal Cdm

Cosa prevede il decreto approvato dal Cdm

Le notizie dell'ultima ora parlano di un Matteo Renzi moderatamente soddisfatto per l'inserimento di una specia di piano shock per le infrastrutture, di un Pd che, parzialmente sconfitto sul modello Genova, che di fatto affida le opere ai commissari o alle stazioni appaltanti con superpoteri bypassando il codice degli appalti ideato da Graziano Delrio, si vanterà di aver sbloccato i lavori per i terremoti del 2016, e di un movimento Cinquestelle che, a prescindere da quello che ci sarà nel decreto, oggi, dopo la povertà e la corruzione, potrà annunciare anche l'abolizione della burocrazia. I grandi nodi alla fine, assicurano più fonti di governo lasciando Palazzo Chigi, vengono sciolti: il "salvo intese" riguarda pochi aspetti "tecnici, non politici". E semaforo verde anche per le norme sulla digitalizzazione della Pa proposte dalla ministra Fabiana Dadone.

Ma la discussione sulle opere da sbloccare sembra destinata a tenere ancora banco, anche perché l'elenco - che dovrebbe includere tra le 40 e le 50 opere - non entra nel testo del decreto e ci sarà comunque tempo fino a fine anno per nominare i commissari.

Il Cdm notturno, il cui inizio, previsto per le 21:30 è poi slittato alle 23, ha dato l'ok anche al Programma nazionale di riforma, e al ddl di assestamento di bilancio e al rendiconto dello Stato. Ma è sul testo del dl semplificazioni, di una cinquantina di articoli e lungo quasi 100 pagine, che il governo fa nottata: quattro ore di discussione articolo su articolo. Il premier Giuseppe Conte ottiene il via libera a quella che considera "la madre di tutte le riforme", poco prima di prendere il suo volo per Lisbona, giusta in tempo per gli incontri con i partner europei, in vista del Consiglio Ue sul Recovery fund. L'approvazione finale del Parlamento arriverà in autunno.

In sostanza quando si parla di un decreto legge come il Semplificazioni, un via libera "salvo intese" vuol dire che il provvedimento è stato approvato nelle sue linee generali con alcuni dettagli che potranno essere ancora modificati nei prossimi giorni. Il Consiglio dei ministri trova un accordo sul Durc, ma viene stralciata, su richiesta di Roberto Speranza, la norma che aumentava le percentuali di subappalti. Con la nuova modifica sarà punibile chi violi "specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali residuino margini di discrezionalità".