Coronavirus, l'Oms: "Il peggio deve ancora arrivare"

Coronavirus, l'Oms:

Una visione del tutto diversa quella che propone l'infettivologo e direttore della clinica Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, che afferma con grande convinzione che ormai la pandemia, nel nostro Paese, è ai titoli di coda. A livello globale la pandemia non ha ancora raggiunto il picco: nell'ultima settimana si registrano più di 160mila casi al giorno e il mese di giugno ha visto oltre la metà di tutti i casi segnalati dall'inizio della crisi. Lo ha dichiarato, spiega Ansa, il direttore generale Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing sul Covid-19. Se in Italia, infatti, i casi sono al minimo dallo scoppio della diffusione epidemica, nel resto del mondo il numero di contagiati e decessi continua a salire.

Dopo l'allarme lanciato dall'Oms ieri, secondo cui nei prossimi mesi ci aspetta "il peggio", l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco ha cercato di fare chiarezza: "Il peggio deve ancora venire per altri paesi, questo pericolo non riguarda l'Italia". Il direttore generale e il direttore esecutivo del programma per le emergenze sanitarie dell'OMS hanno tenuto 74 briefing con i media, 23 con gli Stati membri.

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Incalzato dall'intervistatore di 'Adn Kronos', Bassetti parla anche della possibilità di una seconda ondata: "Prevedere cosa potrà accadere a ottobre è difficile anche se io non credo ci sarà un altro tsunami". Avremo dei casi, tanti o pochi, ma sapremo affrontarli perché ora il sistema è preparato, abbiamo i nostri laboratori che lavorano con la medicina del territorio.