Coronavirus, l’Ue riapre le frontiere: sì alla Cina, no agli Usa

Coronavirus, l’Ue riapre le frontiere: sì alla Cina, no agli Usa

Ci sono volute quasi tre settimane ai governi dell'Unione europea per approvare la riapertura delle frontiere a 15 paesi extra Schengen. Non si tratta di un'apertura totale: alcuni Paesi, come gli Stati Uniti o il Brasile, sono stati esclusi a causa della loro situazione epidemiologica, ancora molto grave. Ma anche la Russia ed il Brasile.

Una scelta, quella presa a Bruxelles e che potrà essere rivista ogni due settimane in base all'andamento dell'epidemia, dettata dal timore di una nuova ondata di contagi, importati da quei Paesi dove il virus corre ancora velocemente.

L'Europa riapre e l'Italia si cautela, mantenendo la quarantena, con la linea della prudenza per il Coronavirus, tenuta salda dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Anche la Cina non viene citata, ma per motivi differenti: i viaggi saranno consentiti solo se Pechino permetterà ai cittadini europei di raggiungere il paese senza alcuna restrizione. "Dobbiamo evitare che vengano vanificati i sacrifici degli italiani negli ultimi mesi".

L'Ue ha dato il via libera ad una ristretta lista di paesi terzi. La raccomandazione e la lista negoziata venerdì scorso in Coreper dai rappresentanti permanenti sono state approvate per procedura scritta, a maggioranza qualificata, con il voto favorevole dell'Italia. Non senza scatenare l'ira di Trump che ora potrebbe anche far scattare la rappresaglia, chiudendo le frontiere a stelle e strisce agli europei o agendo sui dazi. I turisti americani, brasiliani e israeliani dovranno attendere: i 27 hanno deciso di togliere le restrizioni di viaggio dovute al Covid-19 per Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay.

Nella lista c'è anche la Cina ma a condizione della reciprocità, dunque che ammetta sul suo suolo i viaggiatori provenienti dall'Ue. Non solo: importante anche una tendenza stabile o decrescente dei nuovi casi di Covid-19 (sempre in riferimento ai 14 giorni precedenti). I Paesi Ue hanno preso questa decisione in uno spirito di stretta collaborazione.

Oggi il Consiglio ha adottato una raccomandazione sulla soppressione graduale delle restrizioni temporanee ai viaggi non essenziali nell'Ue.

La proposta di raccomandazione da parte della presidenza di turno del Consiglio, la Croazia che domani cede il testimone alla Germania, resta comunque un atto giuridico, quindi non è vincolante.