Coronavirus, Bocelli fa infuriare tutti: "Durante il lockdown ho trasgredito alle regole"

Coronavirus, Bocelli fa infuriare tutti:

"Man mano che il tempo passava, non ho mai conosciuto nessuno che fosse andato in terapia intensiva". Lo ha affermato il tenore Andrea Bocelli intervenendo, lunedì, al convegno "Covid-19 in Italia, tra informazione, scienza e diritti", in Senato: un evento al centro di polemiche in seno alla comunità scientifica italiana, organizzato dal leghista Armando Siri, cui hanno preso parte anche Vittorio Sgarbi e il leader della Lega, Matteo Salvini (che si è rifiutato di indossare la mascherina, nonostante il richiamo di un funzionario del Senato). Quando ho cominciato a esprimere qualche dubbio sulla gravità di questa cosiddetta pandemia, i primi ad attaccarmi sono stati i miei figli che mi hanno detto di pensare alla Tosca, perché non sai cosa sono i virus. "Poi ho cercato di analizzare la realt e mi sono reso conto che le cose non erano cos come ci venivano raccontate", ha ammesso.

Anche Andrea Bocelli si fionda contro il governo. Il cantante torna con la mente ai momenti difficili del lockdown: "Mi sono sentito umiliato e offeso come cittadino quando mi è stato vietato di uscire di casa". Ho una certa età e ho bisogno di sole e di vitamina D. Con una celerità si è pensato di chiudere la scuola e riaprire le discoteche dove i ragazzi vanno a disperdere i loro cervelli. Faccio un appello: rifiutiamoci di seguire questa regola. "Io ho chiamato Renzi, Salvini, Berlusconi per fare un fronte trasversale di buon senso".

Le parole di Bocelli suonano particolarmente strane alla luce del fatto che lo scorso maggio il tenore aveva dichiarato di aver contratto il coronavirus insieme a tutta la sua famiglia. In molti sottolineano la difficoltà di chi ha dovuto vivere tre mesi rinchiuso in una casa a causa del covid, in una casa come quella di Bocelli.

Bocelli a Pasqua cantò anche in onore di tutte le vittime del covid in un Duomo deserto.