Coronavirus, Alberto Zangrillo all'attacco: "21 decessi in Lombardia? Non per il Covid-19"

Coronavirus, Alberto Zangrillo all'attacco:

Il virus nello Stivale avrebbe perso la sua capacità di manifestare la malattia, e secondo Zanglillo "la capacità del virus di produrre malattia è uniformemente scomparsa nel contesto nazionale. È un'evidenza dalle cartelle cliniche", dichiara Zangrillo.

Alcuni parlano di seconda ondata del Coronavirus e mettono in guardia dai futuri rischi.ma Alberto Zangrillo, primario dell'Unità operativa di Anestesia e Rianimazione e della Terapia Intensiva dell'ospedale San Raffaele di Milano, va in controtendenza. Qualcosa ha fatto anche il virus, però: "l'interazione tra Sars-CoV-2 e l'ospite ha prodotto un cambiamento che ci ha favorito".

Una seconda ondata potrebbe non esserci " Tutti dicono che siamo alla fine della prima ondata e attendono l'arrivo della seconda, io credo invece che il virus si possa fermare qua. "Se si è aggravato, poi, dipende anche dalla carica virale che ha contratto in Serbia e che può essere più elevata di quella che circola in Italia". Cauto su una nuova ondata in autunno: "Tutti i virus circolano, a maggior ragione questo". Con queste parole, tiene a precisare l'esperto, si vuole far intendere che il virus sta modificando alcune sue caratteristiche.

"Il lockdown, il distanziamento e le mascherine sono misure che hanno sicuramente contribuito ad abbassare la carica virale, ma si è ridotta anche la forza letale del virus, perché la correlazione tra carica virale e capacità di produrre malattia (anche grave) è dimostrata". Inoltre, chi ha analizzato i dati statistici ha sempre affermato che in Italia il numero di pazienti con più patologie - soprattutto nella fascia d'età over 70, quella più colpita dal coronavirus - sono rilevanti dal punto di vista numerico.

Un pensiero, poi, l'esperto l'ha dedicato al rapporto tra strutture ospedaliere e territorio: "Chi lavora sul territorio e negli ospedali deve pretendere che gli ammalati vengano ricoverati subito".