Coronavirus, 386 nuovi contagi e 3 vittime

Coronavirus, 386 nuovi contagi e 3 vittime

E' quanto emerge dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che conferma le rilevanti differenze regionali. E non rallentano i contagi: ieri ce ne sono stati altri 16 nella Regione, quasi 80 da inizio settimana, un aumento del 56 per cento rispetto alla settimana precedente che pone la Campania tra le regioni italiane dove si regisrtra il numero più alto di nuovi contagi da coronavirus e molti di questi sono riferibili a contatti con persone provenienti da Serbia e altri paesi dell'est Europa. Allo stesso tempo si rileva anche un lieve aumento del numero di tamponi diagnostici effettuati (+17.859 su +28.080 totali).

I nuovi contagiati di questi ultimi giorni ha fatto salire il numero dei pazienti in isolamento domiciliare a 11.665 (+230) mentre diminuiscono i ricoveri negli ospedali (-32, per un totale di 716) e nelle terapie intensive (-6 a quota 41). Al momento, infatti, i dati si riferiscono solo al saldo, cioè ai posti letto occupati, come indice del sovraccarico ospedaliero.

"Quale indicatore della diffusione del contagio - spiega Cartabellotta - abbiamo rivalutato la distribuzione geografica dei 12.609 casi attivi al 28 luglio, i cosiddetti casi 'attualmente positivi' secondo la denominazione della Protezione Civile, aumentati di 361 unità rispetto alla settimana precedente". Come anticipato, il 53% si concentra in Lombardia (6.678). I nuovi casi si registrano soprattutto in Veneto (+117) e in Lombardia (+77). I 1.219 casi rimanenti, cioè il 9,6% dei totali, si trova in 14 Regioni e Province autonome.

Prosegue il trend di crescita dei nuovi positivi al Covid 10.

"Davanti a numeri in rialzo rispetto alle settimane precedenti - conclude Cartabellotta - la comunicazione della politica e delle Istituzioni deve essere oggettiva, equilibrata e coerente".

Tutti gli ultimi aggiornamenti sull'epidemia di Coronavirus in Italia. Non è più accettabile disorientare i cittadini strumentalizzando la pandemia per fini esclusivamente politici, contrapponendo posizioni estreme: "da un lato negazionismo, minimizzazioni del fenomeno e deplorevoli comportamenti individuali, dall'altro la proroga dello stato di emergenza nazionale".