Zohra, picchiata a morte per aver liberato due pappagalli

Zohra, picchiata a morte per aver liberato due pappagalli

La bambina era arrivata dalla città di Kot Addu nel Punjab e quattro mesi fa era stata assunta dalla coppia per prendersi cura del loro figlio di un anno. Secondo il primo rapporto di indagini della polizia, l'ultimo giorno di maggio Zohra Shah è stata torturata per "aver liberato accidentalmente due pappagalli dalla gabbia". Le lesioni al viso, alle mani, sotto la gabbia toracica e alle gambe erano troppo gravi per riuscire a sopravvivere.

Il caso di Zahra, morta il 3 giugno in ospedale a causa di profonde ferite su tutto il corpo, ha dato il là una grande mobilitazione sui social, diventata ben presto virale, e che riporta i diritti dei bambini in Pakistan al centro dell'attenzione. Il ministro dei diritti umani Shireen Mazari ha dichiarato che il suo ministero è stato informato dell'accaduto ed è in contatto con la polizia.

In tanti chiedono di modificare la legge che riguarda il lavoro minorile, purtroppo ancora ammesso nelle abitazioni domestiche. "La violenza e la tortura fisica contro i bambini non verrà tollerata e chi ne è coinvolto dovrà rispondere alla giustizia", ha detto il capo della polizia distrettuale Muhammad Ahsan Younus. A farsi carico di queste spese sarà il governo, dice la Reuters. Il suo crimine? Aver liberato dei pappagalli dalla gabbia. Un'immagine simile, stilizzata, compare sulla pagina creata sulla piattaforma JustGiving dall'influencer Faryal Makhdoom e dal marito, il pugile Amir Khan, che hanno lanciato una raccolta fondi per sostenere la famiglia di Zohra.

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