Puzone, campione d'Italia con il Napoli è diventato un clochard

Puzone, campione d'Italia con il Napoli è diventato un clochard

Lo ha detto Leopoldo Lique, neurochirurgo di Diego Armando Maradona, parlando dell'attuale status dell'ex giocatore di Napoli e Barcellona. La sua storia è emersa dalla chat "Vecchio Napoli", dove sono riuniti ex calciatori e dirigenti di quella squadra che vinse lo scudetto: uno dei membri della chat ha incrociato Puzone ad Acerra e gli ex compagni si sono subito attivati per aiutarlo. Era infatti inquadrato spesso nei festeggiamenti per lo scudetto ed è ricordato anche come "consolatore" di Maradona dopo l'errore decisivo dal dischetto che costò al Napoli l'eliminazione dalla Coppa Uefa. Oggi lo ritroviamo in strada... Pietro Puzone da sempre amato ad Acerra, fu proprio nella sua città che organizzò una partita di beneficenza per raccogliere fondi e permettere a un bambino di sottoporsi a un'importante operazione chirurgica. Nell'isola verde Puzone chiuse la carriera precocemente nel 1990. Un momento magico, irripetibile, che per Pietro Puzone valse sicuramente di tanti gol fatti nella porta avversaria, prima nel Napoli poi in squadre minori.

"Pietro versa in condizioni disumane: è diventato un clochard, dorme sulle panchine e, probabilmente, è malato". Io stesso notai l'ex calciatore su una panchina, mentre passavo con l'auto, e lo feci avvicinare dal mio autista. Invece con Pietro siamo riusciti un paio di volte a fargli fare una doccia e a fargli indossare vestiti puliti per consentirgli di recarsi al Sert in condizioni decenti, ma purtroppo il colloquio con i dottori non è andato bene. Proprio ieri lo abbiamo accompagnato in comunità dove inizierà un percorso per uscire dal tunnel in cui è finito.

Il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, intervenendo anche lui in trasmissione in collegamento telefonico, ha voluto smentire, però, le accuse di indifferenza da parte dell'Amministrazione comunale. "Ce ne siamo occupati già a maggio, in piena emergenza Covid". E non è vero che è stato abbandonato, ma io, insieme ad altri cittadini acerrani e alla famiglia ci stiamo occupando di lui, ora che ha deciso di tornare a essere la bella persona che è.