Papa Francesco: "Viviamo in pienezza la nostra adesione al Signore"

Papa Francesco:

Non proclami, ma servizio.

Roma, 28 giu. (askanews) - "Il volontariato è una delle cose più grandi che ha la società italiana", lo ha detto Papa Francesco prima dell'Angelus, ricordando il lavoro fatto dai volontari durante la pandemia di coronavirus e quanti hanno perso la vita. Non teoria, aggiunge il Papa, ma testimonianza. Non abbiamo bisogno di essere ricchi, ma di amare i poveri; non di guadagnare per noi, ma di spenderci per gli altri; non del consenso del mondo, ma della gioia per il mondo che verrà; non di progetti pastorali efficienti, ma di pastori che offrono la vita: "di innamorati di Dio".

"In questa ricorrenza - ricorda poi il Pontefice - è tradizione che venga a Roma una delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, ma quest'anno non è stato possibile a causa della pandemia". Bergoglio saluta quindi tutti i pellegrini presenti, con l'auspicio che "la visita alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo rafforzi la fede e la testimonianza cristiana". "Lo facciamo?". Il Papa ha sottolineato con disappunto che "noi siamo tanto abituati ad insultare i responsabili", i governanti", "i qualificativi sono tanti ma non li dirò, questo non è il momento".

Per Papa Francesco "c'è un percorso nella vita di Pietro, che può illuminare il percorso della nostra vita". "Come pure - ha aggiunto - per quanti sono stati colpiti dalle forti alluvioni nell'Ucraina occidentale: possano sperimentare il conforto del Signore e il soccorso dei fratelli". Che cosa accadrebbe se si pregasse di più e si mormorasse di meno? "Chi oggi chiede una Chiesa profetica, stia zitto e inizi a servirla", è il suo invito che risuona al tempo stesso anche come un monito.