Libia: Francia, Germania e Italia chiedono di cessare i combattimenti

Libia: Francia, Germania e Italia chiedono di cessare i combattimenti

Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, di ritorno dall'incontro a Tripoli con il primo ministro del Governo di Accordo Nazionale, Fayez al-Sarraj. Quest'ultimo ha consegnato una serie di proposte per la modifica del memorandum del 2017 fra Italia e Libia. La Libia è una priorità per la nostra politica estera e per la sicurezza nazionale.

Ieri sera Di Maio ha parlato in conferenza stampa dopo essere rientrato da un viaggio istituzionale in Libia. "Per noi - conclude Di Maio - non esiste una Libia divisa, sarebbe un danno anche per i nostri interessi geostrategici". Abbiamo fatto presente al presidente Serraj che il rischio di combattimenti e vittime per liberare Sirte va evitato. "E' essenziale evitare il congelamento del conflitto che porterebbe a una divisione inaccettabile per il Paese, anticamera di nuovi conflitti". Il che si traduce in un dialogo continuo con gli americani, con la Russia e con la Turchia: "Anche se i rapporti di forza sono cambiati nessuno può pensare di pacificare o riunificare la Libia con le armi".

Una posizione confermata anche dalla Presidenza libica con un post su Facebook: "L'incontro ha riguardato anche l'operazione europea Irini per attuare l'embargo sulle armi alla Libia, il presidente ha ribadito la necessità che l'operazione sia inclusiva e integrata per terra, aria e mare". Irini deve essere geograficamente bilanciata e Imparziale. "Ad una prima lettura si va in una giusta direzione, con la volontà della Libia di applicare i diritti umani".

In tutto questo l'Italia si appresta a rifinanziare gli aiuti alla Guardia Costiera libica e alla luce degli allarmi lanciati dalle Nazioni Unite viene da chiedersi se in qualche modo sarà possibile vigilare meglio sul suo operato in futuro.

Al-Sarraj, continua la nota, "ha ringraziato l'Italia per aver contribuito alle operazioni di rilevamento delle mine che le milizie dell'aggressore" di Tripoli, il generale Haftar, "avevano piazzato in aree residenziali dalle quali sono state scacciate".

L'ex leader pentastellato ha quindi confermato che "il 2 luglio sarà la data per l'avvio dei negoziati sulla modifica del memorandum" e ha poi aggiunto che sarà ancora necessario approfondire la proposta libica di modifica del documento.