Inchiesta dell'Associated press "La Cina ha nascosto i dati sul virus"

Inchiesta dell'Associated press

Carte dalle quali viene fuori un retroscena ben diverso dalla narrativa ufficiale. Senza dimenticare che alcuni dati, secondo gli esperti, sono stati tenuti segreti.

Il 30 dicembre, le autorità sanitarie di Wuhan informarono i medici della provincia dell'esistenza di un'insolita polmonite. La pandemia però si stava già propagando e, mentre Ginevra chiedeva dati sulle infezioni, Pachino non ha risposto. Zhengli e il suo team si misero immediatamente al lavoro, decodificando il virus, appunto, il 2 gennaio. Il 5 gennaio altri tre laboratori cinesi completarono la codifica del genoma del virus. L'Oms, in meeting interni, lamentava l'assenza di comunicazioni. A quel punto l'Oms dette l'allarme a livello generale. Era il 12 gennaio. Il dibattito attorno all'idroclorochina, uno dei molti farmaci esistenti che sono stati sperimentati contro il nuovo Coronavirus nel tentativo di arginare l'emergenza, si è politicizzata dopo l'insistenza di Trump, che ancora domenica scorsa ha annunciato l'invio di due milioni di dosi del medicinale in Brasile come prevenzione per i lavoratori del settore sanitario. "Ci danno le informazioni un quarto d'ora prima di annunciarle sulla tv pubblica", avrebbe detto in un incontro il dottor Gauden Galea, il più alto rappresentante dell'Oms in Cina. Le rivelazioni arrivano dopo che il presidente cinese Xi Jinping ha ribadito la tempestività delle informazioni fornite all'Oms e il taglio dei fondi all'organizzazione da parte di Donald Trump, che l'ha accusata di essere collusa con Pechino. Dai documenti, adesso sarebbe trapelato un retroscena che ha dell'incredibile.

AP – Coronavirus, le carte segrete dell’Oms: “La Cina ha nascosto i dati”
Coronavirus, «la Cina ha nascosto i dati»

Ma dietro le quinte, si è trattato di una storia molto diversa, una storia di significativi ritardi da parte della Cina e di notevole frustrazione tra i funzionari dell'OMS per non aver ottenuto le informazioni necessarie per combattere la diffusione del virus mortale, ha rilevato The Associated Press.

Ma se pubblicamente l'Oms continuava a complimentarsi con la Cina per la rapidità delle comunicazioni, registrazioni delle riunioni interne per tutto il mese di gennaio, email e interviste ottenute dall'agenzia Ap dimostrano che i funzionari temevano che la Cina non condividesse informazioni sufficienti a valutare il rischio rappresentato dal nuovo virus. "Stiamo procedendo con informazioni minime, chiaramente non è abbastanza per una pianificazione appropriata", aveva dichiarato Maria van Kerkhove, a capo del gruppo tecnico sul Covid-19 dell'Oms, durante un incontro interno citato dall'Ap: denunciando dunque la mancanza di trasparenza sulla pandemia.