Gravina lancia l’algoritmo che spaventa i tifosi della Juventus

Gravina lancia l’algoritmo che spaventa i tifosi della Juventus

Il calcio è un momento di condivisione, di aggregazione, il guogo dove si sviluppano pratiche sociali che alimentano l'empatia, la dignità, la bellezza e anche l'occupazione. Per quanto riguarda il calcio femminile spero che il campionato di Serie A possa trovare la sua conclusione, sarebbe un momento di pari dignità ed esaltazione. "Oggi esistono delle norme chiare, che consentono di poter continuare l'attività, isolando un atleta o un professionista dello staff, continuando gli allenamenti". "Chiederemo al Ministro Vincenzo Spadafora di valutare una settimana prima dell'inizio dei tornei una revisione della norma che oggi crea grande ansia a questo movimento".

Si discute su tutti i temi, compreso l'algoritmo sul quale c'è un ampio dibattito. "Siamo pronti per ripartire, ma dobbiamo essere molto attenti perché il rischio è ancora alto".

"Mi spiace che l'espressione abbia dato l'idea di una pozione magica, che possa stravolgere il merito sportivo".

"Si tratta semplicemente un procedimento sistematico di calcolo: è un metodo per arrivare a un prodotto che si chiama ponderazione delle classifiche. Stiamo cercando di arrivare ad un accordo tra tutte le componenti". Cosa vogliamo fare in questo caso, cristallizzare la classifica sapendo che non tutti sono nelle stesse condizioni? È un modo per mettere a disposizione del calcio uno strumento che ci metta tutti alle stesse condizioni. Lo stanno facendo gli inglesi, non è una media secca ma una valutazione basata su criteri come partite in casa e in trasferta, gol fatti e subiti, per dare equità alla classifica. La definirei un'assicurazione sullo svolgimento del campionato. "Il campionato per me non dovrebbe subire grandi sussulti e si dovrebbe arrivare alla fine".

"Le loro posizioni sono state a volte legittime a volte discutibili, ma in una situazione di emergenza ciascuna componente ha avanzato le proprie motivazioni. Il che non vuol dire portare a casa il miglior risultato possibile ma anche fare qualche piccola rinuncia". Il calcio ha mostrato coerenza da tempo e ha preso coscienza dei suoi limiti. Noi abbiamo sempre avuto la consapevolezza che il calcio dovesse ripartire. È vero che momenti di tensione ci sono stati perché c'era voglia di accelerazione.

"Me lo auguro, è un auspicio". "È impensabile che in un impianto da 60-80 mila posti non ci si spazio per una percentuale minima di tifosi".

Sta pensando a un nuovo format per accorciare la prossima stagione? "Non c'è una decisione se non una bozza di programma della Lega. Nel caso in cui ci dovessero essere degli impedimenti oggettivi, l'articolo 218 del decreto Rilancio consente alla Federazione di andare in deroga ad alcune norme dell'ordinamento sportivo e quindi riprogrammare meglio la stagione 2020-21".