Gatto con virus rarissimo morde la padrona: il ministero avvia le indagini

Gatto con virus rarissimo morde la padrona: il ministero avvia le indagini

Non è mai stata confermata infatti la capacità di diffondere il cosiddetto Lyssavirus su animali domestici e sull'uomo e a livello mondiale esiste un solo precedente analogo risalente al 2002. Lo rende noto la Regione Toscana.

Il primo passo, quello anche più urgente, è stato fatto dal dipartimento Igiene Pubblica dell'Asl Toscana Sud Est di Arezzo. Si tratta di tre familiari e del veterinario che ha curato il felino. I pazienti sono stati vaccinati e anche nei prossimi giorni saranno sottoposti a ulteriori controlli. "Monitoriamo la situazione, ma per il momento è tutto sotto controllo".

Ma come è arrivato il risultato della positività? In seguito alla morte del felino si è scoperto che aveva un raro virus tipico dei pipistrelli. Poi l'hanno inviato al Centro di referenza nazionale per la Rabbia dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie che ha isolato il Lyssavirus.

La rabbia classica è generalmente trasmessa dai carnivori domestici e selvatici e gli ultimi casi erano stati segnalati in Italia nella volpe rossa, dal 2008 al 2011. E' così che è nata la vicenda che ha portato a scoprire un caso di Lyssavirus su un felino, come racconta oggi "La Nazione". Attualmente, secondo il ministero della Salute, non ci sono evidenze di trasmissione da animale a uomo. Dal ministero della Salute, come spiega la Regione, fanno sapere che, sulla base di casi simili in altri Paesi, per virus analoghi la capacità di trasmissione dal serbatoio naturale a un'altra specie rappresenterebbe un evento limitato, a cui non farebbe seguito una diffusione epidemica. Gli approfondimenti epidemiologici hanno determinato la costituzione presso il Ministro, di concerto con la Regione Toscana, di un gruppo tecnico scientifico. Basdteranno queste rassicurazioni per far rientrare l'allarme di un nuovo contagio?