Burioni lascia la tv: "Le consulenze? Un professionista va pagato"

Burioni lascia la tv:

Ho detto quello che dovevo. Ora per un po' non andrò in tv e in radio e non sarò sugli altri media. Poi gli interessanti interventi del professor Nicola De Marinis, consigliere di Cassazione Sezione Lavoro, che ha parlato della reponsabilità civile del datore di lavoro per gli infortuni da coronavirus, e dell'avvocato Gabriele Minniti, consigliere dell'ordine degli Avvocati di Milano, intervenuto sul modello di organizzazione e gestione del rischio Covid 19, fra reponsabilità penali e amministrative. "La mia linea è stata chiara sin dall'inizio, dal 2016, quando ho cominciato a espormi sul tema dei vaccini". Dovrei rispondere che circola? Io non sono per niente d'accordo con loro, ma spero vivamente di sbagliarmi'. "Che dire? In Italia ti perdonano tutto, ma non la popolarità".

La nostalgia degli studenti è l'unico motivo per cui lei lascia la tv?

"Lo faccio anche perché ho capito molte cose in questi mesi". Ma il linguaggio della tv non è quello della scienza. "I suoi tempi non sono quelli della scienza".

"Si viene travisati, esposti al rischio di dire cose mai dette". Mi hanno attribuito di tutto.

Qualche sassolino anche contro una certa politica che prima della pandemia criticava i vaccini: "Oggi - spiega Burioni - la politica ci chiede certezze ma quando, appena qualche mese fa, dicevamo che i vaccini sono indispensabili, una certa politica ci ha sbeffeggiato e ha strizzato l'occhio ai complottisti".

Se lo aspettava un attacco così da parte dell'"Espresso", che ha fatto i conti delle sue consulenze alle grandi aziende nella fase di ripartenza? Se la Ferrari mi chiede un aiuto, dovrei dire di no? - è la domanda retorica del virologo - Io ritengo che sia un dovere dare una mano.

Secondo Bucci, "questo genera un conflitto di interessi evidente, in cui, per taluni giornali e per taluni giornalisti, a soccombere sono quasi sempre la moderazione e l'onestà, in favore dell'insinuazione, della calunnia accennata, delle tinte fosche e, soprattutto, dell'acchiappare a tutti i costi un pubblico dai gusti forti e che gode del fango, non importa se meritato o meno - rilancia il biologo - E' il caso di chiedersi chi sia in conflitto di interesse non dichiarato, se l'accusatore o l'accusato, per quel che riguarda le ultime accuse rivolte a Roberto Burioni". E un professionista va pagato, perché altrimenti si tratta di sfruttamento.